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Doppio canale docenti, Pittoni: "Prima l'intesa con Bruxelles o risultato a rischio. Siamo al terzo step..."

Aggiornamento: 12 ore fa

Pittoni: "Dopo il recupero delle idoneità e delle graduatorie di merito, il percorso entra nella fase decisiva: trasformare le GPS in GPSR. Ma prima di qualsiasi decreto serve il confronto con Bruxelles..."

Dopo il recupero delle idoneità e delle graduatorie di merito, il percorso entra nella fase decisiva: trasformare le GPS in graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo. Ma prima di qualsiasi decreto serve il confronto con Bruxelles.

Il doppio canale per il reclutamento dei docenti arriva al terzo step. Dopo il recupero delle idoneità e delle graduatorie di merito, la prossima partita riguarda la trasformazione delle GPS in GPSR, cioè Graduatorie provinciali per le supplenze e il ruolo.

È questa la linea politica tracciata dal senatore Mario Pittoni, il passaggio necessario per completare un sistema che non dimentichi i precari storici e che riconosca a ciascuna graduatoria il proprio spazio.

“Un vero doppio canale tiene infatti conto di tutte le graduatorie, che non sono semplici liste di persone”.

Il punto è anche politico. In passato, in via straordinaria, le GPS hanno già consentito l’accesso al ruolo non soltanto sul sostegno, ma anche su posto comune. Un precedente che Pittoni richiama per sostenere la possibilità di trasformare quella soluzione temporanea in un meccanismo strutturale.

Nessuna graduatoria deve essere messa contro l’altra.

L’obiettivo è evitare che il doppio canale diventi una contrapposizione tra graduatorie. Ognuna dovrebbe avere il proprio spazio all’interno del sistema di reclutamento.

“Non avrebbe senso un doppio canale che mette le graduatorie una contro l’altra. Si fermerebbe di nuovo tutto”.

Le eventuali stabilizzazioni dovrebbero naturalmente essere collegate ai posti disponibili nell’organico di diritto, da adeguare alle effettive necessità della scuola, e alla consistenza delle graduatorie.

Un intervento sull’organico potrebbe inoltre ridurre il ricorso ai contratti fino al 30 giugno, incidendo direttamente sul fenomeno della supplentite.


Ma resta un’altra variabile: il rapporto con i concorsi.

Prima di qualsiasi decreto, il confronto con Bruxelles

I tempi, sottolinea Pittoni, dipendono dal confronto con la Commissione europea. Ed è proprio su questo passaggio che invita a non accelerare.

La trasformazione delle GPS in GPSR dovrebbe seguire lo stesso percorso già utilizzato negli step precedenti: prima l’intesa con Bruxelles, poi il provvedimento normativo.

L’idea di arrivare subito a un decreto, senza completare il confronto europeo, rischierebbe quindi di creare aspettative immediate ma, secondo Pittoni, anche di mettere a rischio l’intera operazione.

Una volta ottenuto il via libera sulla trasformazione delle GPS in GPSR, il meccanismo potrebbe entrare in un decreto-legge da convertire entro 60 giorni, seguendo il percorso già utilizzato per gli step precedenti.

L’obiettivo è arrivare a un impianto normativo organico di doppio canale, nel quale nessuna graduatoria venga dimenticata.

Bandi mirati, non un nuovo canale generalizzato

Nel quadro delineato da Pittoni c’è poi un altro elemento destinato a incidere sul rapporto tra graduatorie e concorsi: la disponibilità di Bruxelles a ragionare su bandi mirati, da utilizzare soltanto quando nelle graduatorie non sia più presente personale con le caratteristiche richieste.

Non un ulteriore canale da sovrapporre agli altri, dunque, ma uno strumento da utilizzare dove le graduatorie non riescono più a garantire il personale necessario.

“Praticamente il contrario di quanto era stato imposto con i concorsi Pnrr”.

È un passaggio importante perché sposta il ragionamento dalla contrapposizione tra concorsi e graduatorie alla necessità di utilizzare ciascuno strumento quando serve davvero.

Il quarto step: fermare la supplentite

Il percorso, però, non finirebbe con le GPSR. Resterebbe un quarto e ultimo passaggio: allineare il costo unitario tra ruolo e supplenza, considerando che entrambi comportano le stesse responsabilità.

È una questione tutt’altro che secondaria. Se il sistema continua a ricorrere strutturalmente alle supplenze anche quando esistono le condizioni per la stabilizzazione, la supplentite rischia di non fermarsi.

Per Pittoni, però, oggi la priorità è un’altra: fare fronte comune sulla trasformazione delle GPS in GPSR.

È questo il passaggio che potrebbe dare al doppio canale una struttura realmente completa: tutte le graduatorie con il proprio spazio, i concorsi utilizzati dove realmente necessari e, soprattutto, un percorso capace di trasformare il lavoro precario in una prospettiva stabile.


Il terzo step, dunque, non è ancora un decreto. È la partita con Bruxelles.

di La Redazione


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