Galimberti: "Ai bambini insegniamo a mangiare, a dormire, a parlare. Ammiriamo i loro sprazzi di intelligenza, ma poco ci curiamo della qualità del sentimento che in loro si forma"
"Spesso i grandi non prestano particolare importanza a quello che un bambino sente ma si preoccupano maggiormente di "come sta" a livello fisico, mentre, il livello emozionale..."

"La psiche non è una dote naturale che uno possiede per il solo fatto di essere nato e cresciuto. La psiche è qualcosa che si forma attraverso quel veicolo, così spesso trascurato, che è il sentimento". Sono profonde le parole che il filosofo Umberto Galimberti rivolge agli adulti ed in particolare ai genitori, in relazione ai loro piccoli.
Come dichiara l'esperto, spesso i grandi non prestano particolare importanza a quello che un bambino sente ma si preoccupano maggiormente di "come sta" a livello fisico, mentre, il livello emozionale, sentimentale non viene quasi mai contemplato. Ed è qui che viene commesso un grave errore, in quanto la psiche, ovvero le sue mappe cognitive, arrivano a completa maturazione attraverso il sentimento, attraverso la sicurezza, la protezione, la fiducia e la tranquillità. Infatti, continua Galimberti: "Ora capita spesso che ai bambini insegniamo a mangiare, a dormire, a parlare. Ammiriamo i loro sprazzi di intelligenza, le loro intuizioni, ma poco ci curiamo della qualità del sentimento che in loro si forma e, talvolta, a nostra insaputa, non si forma".
Come dicevamo prima, ai bambini insegniamo qualsiasi azione che abbia a che fare con il senso pratico, ma sempre meno insegniamo loro a gestire rabbia o frustrazione, oppure a creare un luogo sicuro dove riescano a sentirsi liberi di poter parlare, dove farli sentire davvero compresi. "Il sentimento è l'organo che ci consente di distinguere cos'è bene e cos'è male, per cui Kant arriva a dire che è inutile definire cos'è buono e cos'è cattivo, perché ognuno lo sente naturalmente da sé". Normalmente dovrebbe essere così, un individuo crescendo impara a distinguere il giusto dall'ingiusto, il bene dal male e così via. Ma quando le mappe cognitive non hanno avuto pieno compimento, allora diventa difficile riuscire autonomamente a compiere anche le scelte più semplici.
"Questo criterio, che valeva al tempo di Kant, oggi vale molto meno e la ragione va cercata nel fatto che i bambini di oggi sono sottoposti a troppi stimoli che la loro psiche infantile non è in grado di elaborare. Stimoli scolastici, stimoli televisivi, processi accelerati di adultismo, mille attività in cui sono impegnati". Probabilmente, l'errore sta proprio in questo, nell'aver riempito così tanto le loro giornate al punto di non permettergli più di sentire davvero. Forse perché, in fin dei conti, è la stessa strategia che utilizzano gli adulti, riempire ogni minuto della loro giornata per non sentire paura,fragilità, stanchezza, frustrazione o solitudine.
Per te, lettore che ci segui, ti capita di riempire ogni minuto della tua giornata per non sentire emozioni spiacevoli? Se accogliessi nella tua vita anche questi lati che ti fanno paura cosa accadrebbe? Scorri in basso, dopo gli articoli correlati, e lascia un commento.
di Leandro Castagna




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Mi è capitato in passato di compiere l'errore di cercare di riempire a dismisura le mie giornate, per non pensare troppo. Poi mi sono molto stancata perché ho capito che il pensiero pervadeva comunque la mia vita e così facendo non risolvevo alcun problema. Ho imparato ad accogliere i sentimenti dolorosi della mia anima e ad offrirli al Signore, mio grande sostegno.