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FMOF 2026/27, 847 milioni alle scuole: continuità didattica, formazione e ATA tra i punti da chiarire

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min

La prima bozza mantiene invariata la dotazione complessiva rispetto al 2025/26. Il confronto con i sindacati entra ora nel merito della distribuzione delle risorse e...

Per il FMOF 2026/27 la cifra complessiva non cambia: la prima bozza discussa al Ministero dell’Istruzione e del Merito mette sul tavolo 847,36 milioni di euro lordo Stato, lo stesso stanziamento previsto per l’anno scolastico precedente. Il confronto aperto il 15 settembre riguarda quindi soprattutto come queste risorse verranno distribuite e utilizzate nelle scuole. Tra i temi emersi ci sono la continuità didattica, la formazione, gli incarichi del personale ATA, le ore eccedenti e la gestione delle somme residue.


Continuità didattica, da capire come saranno distribuiti i 20 milioni

Uno dei punti più critici riguarda i 20 milioni di euro destinati alla continuità didattica dei docenti.

La UIL Scuola ha chiesto al Ministero una simulazione che permetta di capire quali scuole riceverebbero le risorse e con quali importi. Secondo il sindacato, i criteri presenti nella bozza non consentono ancora di valutare con chiarezza gli effetti del riparto sui singoli istituti. Il tema non è nuovo. Anche nel FMOF 2025/26 erano previsti 20 milioni per la valorizzazione della professionalità docente, la continuità didattica e il servizio nelle aree caratterizzate da spopolamento, povertà socio-economica e dispersione scolastica.


Formazione e FIS, il problema è la disponibilità effettiva per le scuole

Una seconda questione riguarda le risorse destinate alla formazione del personale, che nella bozza risultano inserite nello stesso aggregato del Fondo dell’Istituzione Scolastica.

La UIL chiede più risorse per la formazione, per evitare che questa voce finisca per ridurre i fondi che le scuole possono destinare, attraverso la contrattazione di istituto, ad altre attività aggiuntive. Il punto, quindi, non è solo quante risorse ci sono, ma quante ne resteranno davvero alle scuole per finanziare le diverse attività.


Personale ATA, resta il tema degli incarichi specifici

Nel confronto si è parlato anche degli incarichi specifici del personale ATA e del loro rapporto con le posizioni economiche. I sindacati chiedono che il possesso di una posizione economica non escluda automaticamente la possibilità di ricevere e vedersi riconosciuto un incarico specifico. La questione tornerà quindi nei prossimi incontri, insieme al tema delle indennità e degli altri compensi legati alle funzioni aggiuntive.

Ore eccedenti ed economie, attenzione alle risorse non utilizzate

Un’altra questione riguarda le somme destinate alle ore eccedenti per la sostituzione dei colleghi assenti.

Il confronto verte soprattutto sulla possibilità di mantenere all’interno del sistema scolastico le risorse che non vengono utilizzate integralmente durante l’anno, evitando che somme destinate al lavoro aggiuntivo del personale vadano perse o diventino indisponibili.

Resta inoltre aperto il tema delle economie degli anni precedenti, che continua a creare problemi nei tempi di assegnazione e utilizzo delle risorse.


Lo stesso stanziamento del 2025/26

La cifra di 847,36 milioni di euro non rappresenta un aumento rispetto allo scorso anno. Per il FMOF 2025/26 lo stanziamento complessivo era infatti già pari a 847,36 milioni, distribuiti tra Fondo dell’Istituzione Scolastica e formazione, attività complementari di educazione fisica, funzioni strumentali, incarichi specifici, ore eccedenti, valorizzazione del personale e altre voci.

La UIL richiama inoltre il confronto con il 2022, quando la dotazione indicata dal sindacato era di circa 1,15 miliardi di euro, e parla quindi di una riduzione di circa 300 milioni. Si tratta della valutazione formulata dall’organizzazione sindacale nel commentare la nuova bozza.

La trattativa è comunque ancora nella fase iniziale. Il prossimo confronto è previsto per il 22 settembre, quando Ministero e organizzazioni sindacali torneranno sui criteri di distribuzione e sulle modifiche da apportare al testo.

Questa versione è molto più distante dall’originale perché non segue i sindacati uno dopo l’altro, elimina il dato non verificato delle 700 scuole e costruisce il pezzo per argomenti: continuità, formazione, ATA, economie e confronto con l’anno precedente. Anche l’apertura è diversa: parte dal problema della distribuzione delle risorse, non dal semplice resoconto dell’incontro.

di Leandro Castagna


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