Docenti e ATA, buoni pasto in arrivo dopo gli aumenti medi di 185 e 111 euro mensili?Anief chiede più risorse per recuperare l'inflazione
- La Redazione

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"è importante per l’ulteriore recupero del potere di acquisto del personale scolastico diminuito in questi anni, soprattutto perché si tratta del terzo contratto firmato in due anni... "

“Il complicarsi dei conflitti internazionali potrebbe portare il tasso di inflazione dei singoli Paesi a livelli di emergenza, probabilmente superiori a quelli riscontrati tra il 2020 e il 2023 in occasione della pandemia da Covid-19.
La firma apposta ad inizio mese all’Aran dai sindacati sulla parte economica del CCNL 2025-27 del comparto Scuola, Università e Ricerca diventa in questo momento preziosa da una parte, per dare la possibilità di potere rispondere ai lavoratori alle necessità economiche crescenti, ma dall’altra deve anche rappresentare un viatico verso una ulteriore maggiorazione di risorse dedicate al comparto: gli incrementi complessivi stipendiali medi - da 110 a 185 euro mensili per il personale docente e da 86 a 111 euro mensili per il personale ATA – che arriveranno nei prossimi mesi per i lavoratori di Istruzione e Ricerca dovranno necessariamente essere integrati con risorse ulteriori e nuovi obiettivi da raggiungere”.
Lo dice oggi Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, a commento del fallimento dei tentativi di risoluzione del conflitto in Iran, che nelle prossime settimane potrebbe produrre effetti negativi per l’economia nazionale italiana, soprattutto a seguito della carenza di energia e prodotti di vario genere. Anief ritiene opportuno, in questa situazione complessa, rivendicare quindi ulteriori risorse rispetto alle anticipazioni economiche presenti nell’accordo sottoscritto lo scorso 1° aprile, segnalando la necessità di attuare – nell’ambito della contrattazione del Ccnl 2025-27, parte economica, al via il prossimo 12 maggio – una serie di importanti obiettivi da centrare.
Come la revisione dello stipendio tabellare rispetto a gradi e ordini di scuola; la ridefinizione delle fasce di anzianità di servizio e per il ripristino del primo gradone stipendiale; la parità di trattamento tra personale precario e di ruolo, il finanziamento dei buoni pasto per tutto il personale scolastico; una specifica indennità per i lavoratori fuori sede; una congrua valorizzazione delle elevate qualificazioni rispetto alle responsabilità nell'amministrazione della scuola autonoma, a partire in sede di contrattazione economiche di un deciso aumento della parte variabile dell'indennità di direzione e di quella riservata agli assistenti tecnici in servizio negli istituti comprensivi; la valorizzazione del personale in servizio nelle scuole estere.
“La firma della parte economica del contratto collettivo nazionale – continua Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è importante per l’ulteriore recupero del potere di acquisto del personale scolastico diminuito in questi anni, soprattutto perché si tratta del terzo contratto firmato in due anni, dopo un decennio di blocco contrattuale: riteniamo, però, che il Governo debba inserire nelle prossime leggi di bilancio ulteriori risorse per recuperare l’inflazione che aumenterà ulteriormente vista la situazione internazionale. Il problema è che il comparto Scuola ha perso tra i 7mila e i 10mila euro l’anno rispetto, ad esempio, ai lavoratori delle Funzioni Centrali e ora anche dei Comuni. Ecco perché – conclude Pacifico - bisogna cercare ulteriori risorse economiche, così da diminuire un gap che con l’aumento molto probabile dell’inflazione sta assumendo proporzioni sempre più insopportabili”.
di LA REDAZIONE



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