Docenti di sostegno, immissioni in ruolo sui posti in deroga. Il Comitato europeo dei diritti sociali accoglie il reclamo Anief: “Italia viola la Carta dei diritti sociali”
- La Redazione

- 2 ore fa
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Il Comitato europeo dei diritti sociali accoglie il reclamo Anief: secondo il sindacato, l’Italia viola la Carta dei diritti sociali per l’uso diffuso dei posti in deroga nel sostegno e deve procedere a stabilizzazioni e immissioni in ruolo.

"L’Anief, giovane sindacato rappresentativo sempre in prima linea per far rispettare i diritti dei lavoratori della scuola, torna a occuparsi di sostegno: il presidente dell’associazione sindacale ha detto che “come associazione sindacale chiediamo al Ministero dell’istruzione e del merito di lanciare una inchiesta sui posti in deroga pluriennale assegnati alle scuole al fine di autorizzarli per i ruoli e permettere a docenti preparati e con molti anni di esperienza alle spalle di essere stabilizzati.
Ricordiamo che il comitato europeo dei diritti sociali ha accolto il reclamo presentato da noi nel 2021: sono stati quattro anni di risposte e contro risposte rispetto al governo italiano, con documenti depositati; il governo ha cercato di difendersi in maniera documentata, con i corsi Indire, il docente scelto dai genitori. Noi abbiamo risposto punto su punto. Ma arriviamo alla decisione: l’Italia viola la carta dei diritti sociali. In Italia abbiamo tantissimi docenti specializzati, 49 mila docenti sono stati confermati dalla famiglia degli studenti con disabilità, ma non basta. Il problema concreto è che abbiamo più di 120 mila docenti che vengono chiamati come organico in deroga e non possono ottenere il ruolo”.
“Per l’Europa questa situazione deve trovare soluzione: non è possibile che l’Italia continui ad avere 120mila docenti di sostegno precari. Per la prima volta l’Europa ci dice che per garantire la continuità didattica si deve assumere docenti specializzati, questa è la risposta al nostro reclamo ed è una risposta importantissima. Cosa accadrà adesso? C’è da un mese a tre anni di tempo, entro il 2028 l’Italia si dovrà adeguare: si autorizzino le immissioni in ruolo, almeno 100mila posti, potrebbero essere anche 120mila”, conclude il leader dell’Anief.
di LA REDAZIONE



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