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Docenti A046 lontani da casa da oltre dieci anni, il CNDDU: "Occorre una revisione complessiva di reclutamento e mobilità"

Il Coordinamento Nazionale Docenti dei Diritti Umani chiede al Ministero un confronto sulla classe di concorso A046: "L'attuale assetto rischia di penalizzare i..."


"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani esprime forte preoccupazione per gli effetti che l'attuale sistema di reclutamento e di mobilità del personale docente sta producendo, con particolare riferimento alla classe di concorso A046 – Discipline giuridiche ed economiche. Le procedure di immissione in ruolo autorizzate per l'anno scolastico 2026/2027 stanno infatti facendo emergere criticità che impongono una riflessione sul piano dell'equità sostanziale, della razionalità amministrativa e della coerenza complessiva dell'ordinamento scolastico.


Il CNDDU ritiene doveroso precisare che non è in discussione la legittimità delle procedure di reclutamento né il diritto dei docenti utilmente collocati nelle graduatorie a conseguire l'immissione in ruolo secondo la normativa vigente. Allo stesso modo, la disciplina della mobilità costituisce un autonomo ambito ordinamentale, regolato da proprie disposizioni contrattuali e amministrative.

È proprio il rapporto tra questi due sistemi, oggi scarsamente coordinati, a produrre effetti che meritano un'attenta valutazione istituzionale.


Nelle ultime settimane si stanno registrando, in diverse regioni del Mezzogiorno, immissioni in ruolo sulla classe A046 con punteggi significativamente inferiori rispetto a quelli posseduti da numerosi docenti già di ruolo, molti dei quali assunti ai sensi della legge n. 107/2015 e costretti, da oltre un decennio, a prestare servizio lontano dalla propria residenza e dal proprio nucleo familiare.


Si tratta di professionisti che, in molti casi, vantano oltre vent'anni di servizio, hanno consolidato competenze specialistiche nell'insegnamento delle discipline giuridiche ed economiche e hanno garantito continuità al sistema scolastico nazionale, affrontando rilevanti sacrifici personali, familiari ed economici. Eppure continuano spesso a non ottenere il trasferimento o l'assegnazione provvisoria, pur in presenza di disponibilità che vengono contestualmente utilizzate per le nuove immissioni in ruolo.


A ciò si aggiunge l'incidenza dei passaggi di ruolo e di cattedra che, pur rappresentando istituti pienamente legittimi, finiscono talvolta per comprimere ulteriormente le possibilità di mobilità di chi ha costruito l'intero proprio percorso professionale nella classe di concorso A046, investendo in una specifica professionalità e garantendo continuità didattica.

Per il CNDDU questa situazione supera la dimensione della sola rivendicazione sindacale e pone una questione di più ampia rilevanza istituzionale.


Il rapporto tra reclutamento e mobilità, pur disciplinato da normative differenti, dovrebbe infatti inserirsi in un quadro unitario capace di assicurare coerenza alle scelte organizzative dell'Amministrazione e un equilibrato contemperamento tra le esigenze di rinnovamento del personale e la valorizzazione delle professionalità già presenti nella scuola.

L'attuale assetto rischia invece di produrre effetti difficilmente conciliabili con i principi che regolano l'azione della Pubblica Amministrazione.


Nella concreta applicazione del sistema, infatti, può accadere che docenti di nuova assunzione conseguano più rapidamente una stabile collocazione territoriale, mentre insegnanti già di ruolo, con elevata anzianità di servizio e consolidata esperienza professionale, continuino per molti anni a permanere lontano dal proprio contesto familiare.

Analoga riflessione riguarda il rapporto tra nuove assunzioni e mobilità del personale già stabilizzato.


Pur trattandosi di istituti distinti, appare opportuno verificare se l'attuale gestione delle disponibilità realizzi un impiego realmente razionale delle risorse professionali già presenti nell'Amministrazione, evitando che l'esperienza maturata e il servizio prestato finiscano per ricevere una tutela meramente formale.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani rivolge pertanto un formale appello al Ministro dell'Istruzione e del Merito, prof. Giuseppe Valditara, affinché promuova una revisione complessiva della disciplina in materia di reclutamento, mobilità territoriale, assegnazioni provvisorie e passaggi di ruolo, verificando la coerenza dell'attuale sistema con i principi costituzionali che presidiano l'organizzazione della Pubblica Amministrazione.


Il CNDDU ritiene che il permanere dell'attuale assetto rischi di consolidare una disparità di trattamento sostanziale tra docenti appartenenti al medesimo ruolo, con un progressivo ridimensionamento del valore attribuito all'anzianità di servizio, alla continuità professionale e alla disponibilità dimostrata da chi, per anni, ha garantito il funzionamento della scuola italiana accettando sedi lontane dalla propria residenza.

Per queste ragioni il CNDDU auspica l'apertura di un immediato confronto istituzionale finalizzato a una revisione organica della disciplina vigente, affinché il rapporto tra reclutamento e mobilità venga ricondotto entro un quadro più coerente e armonico, capace di coniugare le esigenze organizzative dello Stato con la piena valorizzazione del merito, dell'esperienza professionale e del servizio reso alla scuola della Repubblica, nel rispetto dei principi costituzionali di imparzialità, buon andamento e ragionevolezza".

di La Redazione



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