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D’Aprile: “I convitti accolgono quasi 36 mila studenti, con oltre 2.200 educatori, in 68 istituzioni scolastiche presenti in 18 regioni” (Dossier Uil Scuola Rua)

"Numeri che certificano una grave sottovalutazione del ruolo dei convitti e dei servizi essenziali che li tengono in funzione ... "


"I posti ci sono ma le assunzioni sono azzerate. È uno dei dati contenuti nel dossier della UIL Scuola dedicato ai convitti, che mette in luce una gestione ormai insostenibile del personale.


Una sola assunzione da cuoco, a fronte di 182 posti vacanti nell’anno scolastico 2024/25 – sottolinea il Segretario generale Giuseppe D’Aprile commentando i dati; per gli infermieri, su 38 posti disponibili, non si registra alcuna immissione in ruolo.

Numeri che certificano una grave sottovalutazione del ruolo dei convitti e dei servizi essenziali che li tengono in funzione, afferma D’Aprile. 


I convitti accolgono quasi 36 mila studenti, con oltre 2.200 educatori, in 68 istituzioni scolastiche presenti in 18 regioni. Realtà educative caratterizzate da un tempo pieno e da un presidio educativo costante, che potrebbero rappresentare una risposta moderna ai bisogni formativi, ma che vengono progressivamente indebolite da organici fermi e da un crescente ricorso al lavoro precario. Particolarmente critica la situazione del personale educativo: oltre il 25% è oggi a tempo determinato e l’ultima procedura concorsuale risale al 2000. Una precarietà strutturale che compromette la continuità educativa, mortifica le professionalità e nega diritti fondamentali a migliaia di lavoratori.


Per la UIL Scuola non sono più rinviabili interventi strutturali: revisione dei criteri di determinazione degli organici, immissioni in ruolo su tutti i posti vacanti e disponibili per educatori e personale ATA, istituzione di un organico aggiuntivo flessibile per far fronte alle fluttuazioni delle iscrizioni e alle esigenze non previste in organico di diritto.


È inoltre necessario avviare la stabilizzazione del personale educativo precario attraverso corsi abilitanti e nuove procedure di reclutamento, garantire la piena equiparazione giuridica ed economica tra personale a tempo determinato e indeterminato e adeguare il monte ore settimanale a quello dei docenti della scuola primaria.

Si tratta di una questione che non può più essere affrontata con interventi parziali – conclude D’Aprile – . Continuare a ignorare questi dati significa compromettere la qualità dell’offerta educativa e il diritto allo studio. Nel rinnovo del CCNL 2025–2027 interverremo con decisione sulla parte giuridica per superare disparità inaccettabili e riconoscere pienamente il valore del lavoro svolto nei convitti".

DOSSIER UIL SCUOLA RUA


di LA REDAZIONE




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