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Concorsi universitari, accordo MUR-Anac: stop ai bandi "su misura", i ricercatori saranno valutati su risultati e pubblicazioni

Firmato il protocollo tra Ministero dell'Università e Autorità Nazionale Anticorruzione. Nuove regole per il reclutamento di docenti e ricercatori: più trasparenza, criteri oggettivi...


Si torna a parlare dei bandi cuciti su misura per favorire i candidati graditi ai commissari. D'ora in poi i ricercatori dovranno essere valutati solo su dati oggettivi, misurando i risultati raggiunti e le pubblicazioni scientifiche. A fissare la nuova linea è il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione, Giuseppe Busìa. L'obiettivo è frenare la partenza delle menti migliori verso l'estero, garantendo concorsi in cui vinca il merito e non la vicinanza personale.

La nuova strategia è il cuore dell'accordo firmato tra l'Anac e il Ministero dell'Università e della Ricerca (Mur). L'intesa fissa i princìpi per scrivere le regole che archivieranno la vecchia Abilitazione Scientifica Nazionale (Asn). Il piano lascia maggiore libertà di gestione alle singole università, ma chiede in cambio trasparenza, assenza di conflitti di interesse e un controllo severo su chi giudica.

"Con la riforma del reclutamento universitario abbiamo costruito un sistema fondato su regole nazionali chiare, maggiore qualità della selezione e più responsabilità per gli atenei", ha dichiarato la ministra Anna Maria Bernini.


All'atto pratico, il documento impone regole molto rigide. Chi vorrà accedere ai posti di docente e ricercatore dovrà dimostrare una precisa produttività scientifica. Cambiano i criteri per potersi iscrivere alle liste nazionali da cui vengono pescati i commissari. Il protocollo definisce inoltre nuovi motivi di esclusione e impone un sorteggio totalmente pubblico e verificabile per la formazione delle commissioni d'esame.

Il compito di far rispettare queste direttive spetta ai singoli atenei. Ogni università dovrà adottare chiare misure anticorruzione e inserirle in modo obbligatorio nel proprio documento organizzativo interno. L'accordo applica i princìpi della legge 129 del 2026, dura due anni ed è rinnovabile. Nei prossimi mesi, il raggio d'azione di Mur e Anac verrà esteso per controllare anche l'assegnazione degli altri incarichi istituzionali all'interno delle università.


di Leandro Castagna



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