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CCNL 2025-2027, Pacifico: “Ostacoli sul piano normativo e delle coperture economiche”. Chieste risposte su precari, mobilità, burnout e buoni pasto

La trattativa sul CCNL Istruzione e Ricerca 2025-2027 prosegue tra le richieste Anief su parità retributiva per i precari, mobilità, formazione incentivata, riconoscimento del burnout e buoni...

“All’Aran, sul contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria stiamo vivendo una situazione particolare: le nostre richieste sindacali, anche quelle più importanti, stanno trovando ostacoli sul piano normativo e prima ancora su quello delle coperture economiche.


Questo, è un problema per il presente ma soprattutto per il futuro, perché gli impegni vanno rispettati e senza risposte risulterà complicato arrivare a mèta”. Lo ha detto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando l’incontro tenuto ieri pomeriggio all’Aran sul miglioramento della sezione normativa del Ccnl 2025-2027. Entrando nello specifico dei temi proposti dal giovane sindacato in ambito contrattuale, Pacifico ha innanzitutto specificato che “se non sarà inserita la parità retributiva per i precari, Anief chiederà sanzioni giornaliere alla Commissione europea”.


Quindi, ha dichiarato che “sulla mobilità del personale di ruolo l’Aran deve prendere atto che la legge oggi proprio grazie alla caparbia dell’Anief consente di derogare ai vincoli illegittimi sugli spostamenti, anche annuali, imposti dal legislatore e che risultano indispensabili delle modifiche contrattuali, cosa che al momento manca e che quindi pone l’eventuale firma in alto mare. Il leader del sindacato autonomo ha anche ricordato che “è giunta l’ora di normare la formazione incentivata delle figure di sistema per valorizzarle e liberare in tal modo le risorse del FIS da destinare a tutto il personale scolastico”.


Tra le richieste finora non considerate figura anche il riconoscimento dello stress da lavoro correlato in ambito scolastico: “Si tratta di una grave mancanza – ha sottolineato oggi Pacifico – perché chi non vuole inserire il burnout come materia di contrattazione, di fatto disconosce il lavoro del personale della scuola e i suoi rischi sulla salute, soprattutto dopo i 60 anni di età”. Quindi, il sindacalista autonomo si è rivolto agli altri sindacati rappresentativi, chiedendo loro “perché non chiedono, come fa Anief, il buono pasto durante le trattative: si tratta – ha continuato Pacifico – di una indennità giornaliera importante e la sua mancanza oggi continua a discriminare ancora chi lavora a scuola”.



“Comunque – assicura il presidente nazionale Anief -, niente è perduto: se con l’8,5% di deleghe l’Anief ha chiesto e ottenuto tanto, siamo convinti che cresceremo ulteriormente e assieme a noi crescerà anche il peso delle nostre rivendicazioni nell’ambito della trattativa. Ci aspettiamo che alla ripresa del confronto all’Aran, previsto a settembre, le nostre richieste possano riscontare maggiore considerazione, sia nella parte pubblica, sia da parte di altre organizzazioni sindacali, così da reclamare il miglioramento dei diritti di tutti i lavoratori di Istruzione e Ricerca con ancora maggiore forza”, conclude Marcello Pacifico.

di La Redazione



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