top of page

Caso Liceo Monti, il CNDDU: “L’autonomia scolastica va difesa da ogni forma di pressione”

Il Coordinamento Docenti dei Diritti Umani esprime solidarietà alla comunità educante e richiama il valore costituzionale della...

"Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani segue con attenzione la vicenda che ha interessato il Liceo "Vincenzo Monti" di Cesena, originata dall'esposizione, da parte di alcuni studenti, di uno striscione recante la scritta "L'Italia agli italiani" durante una manifestazione pubblica e dalla successiva valutazione disciplinare adottata dall'istituzione scolastica nell'ambito delle proprie prerogative educative.


L'episodio ha dato origine a un intenso dibattito pubblico e a una significativa esposizione mediatica che, secondo quanto denunciato da numerosi docenti di altri istituti scolastici del territorio, avrebbe assunto toni tali da trasformarsi in una forma di pressione nei confronti dei docenti e dell'intera comunità educante del Liceo Monti.

La mozione di solidarietà sottoscritta da 166 docenti e componenti del personale ATA del Liceo Linguistico "Ilaria Alpi", dell'Istituto Professionale "Versari-Macrelli" e dell'Istituto Tecnico Economico "Renato Serra", cui si è aggiunta quella dei docenti del Liceo "Enzo Ferrari" di Cesenatico, richiama l'attenzione su una questione che supera il singolo episodio e investe uno dei principi cardine della democrazia costituzionale: la tutela dell'autonomia della scuola e della libertà di insegnamento quale presidio del pluralismo culturale e della formazione della coscienza critica.


La scuola della Repubblica non è un luogo destinato a certificare appartenenze ideologiche, né può essere ridotta a spazio di contrapposizione tra visioni del mondo inconciliabili. Essa rappresenta, piuttosto, il contesto istituzionale nel quale le differenze vengono ricondotte entro il perimetro del dialogo, della responsabilità e del rispetto reciproco. La sua funzione educativa consiste nel trasformare la complessità sociale in occasione di apprendimento, accompagnando gli studenti nella costruzione di una cittadinanza consapevole, capace di distinguere tra libertà di manifestazione del pensiero e responsabilità derivante dall'esercizio di tale libertà.


Ogni società democratica è chiamata a confrontarsi con opinioni, simboli e linguaggi che possono suscitare consenso o dissenso. La risposta delle istituzioni educative non può tuttavia essere guidata dalla logica della polarizzazione o dell'emotività collettiva, bensì dalla forza dei principi costituzionali e dalla capacità pedagogica di trasformare ogni evento in un'opportunità di riflessione critica. Educare non significa sottrarre i giovani al confronto con la realtà, ma fornire loro gli strumenti culturali, etici e giuridici per interpretarla, comprenderla e valutarla autonomamente.


Preoccupa, pertanto, la crescente tendenza a trasferire il conflitto educativo nello spazio della spettacolarizzazione mediatica, dove il tempo della riflessione viene sostituito dall'immediatezza del giudizio e la complessità delle dinamiche scolastiche viene inevitabilmente compressa entro narrazioni semplificate. Quando il dibattito pubblico assume i tratti della delegittimazione personale o della pressione esercitata nei confronti di una comunità professionale, il rischio non riguarda esclusivamente i docenti coinvolti, ma investe la credibilità stessa della scuola quale istituzione della Repubblica.


L'articolo 33 della Costituzione sancisce che "l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento". Tale principio non configura un privilegio della categoria docente, ma una garanzia riconosciuta all'intera collettività affinché l'educazione rimanga sottratta a condizionamenti politici, ideologici o mediatici. Esso trova il proprio naturale completamento negli articoli 2, 3, 21 e 34 della Costituzione, che pongono al centro la dignità della persona, l'uguaglianza sostanziale, la libertà di espressione e il diritto all'istruzione quale fondamento della partecipazione democratica.


L'autonomia scolastica, riconosciuta dalla legge n. 59 del 1997 e disciplinata dal DPR n. 275 del 1999, costituisce uno strumento essenziale per garantire che le decisioni educative siano assunte all'interno delle competenze attribuite agli organi collegiali, nel rispetto delle procedure previste dall'ordinamento e della responsabilità professionale dei docenti. Allo stesso modo, la legge n. 92 del 2019 sull'insegnamento dell'Educazione civica, rafforzata dalla legge n. 150 del 2024, ribadisce che la scuola è chiamata a promuovere la cultura della legalità, della Costituzione, dei diritti umani e della partecipazione responsabile alla vita democratica.


In tale prospettiva, assume particolare rilevanza anche il quadro internazionale. La Raccomandazione CM/Rec(2010)7 del Consiglio d'Europa sull'Educazione alla Cittadinanza Democratica e ai Diritti Umani riconosce la libertà professionale degli insegnanti e l'autonomia delle istituzioni scolastiche quali condizioni imprescindibili per la formazione di cittadini consapevoli, mentre la Raccomandazione UNESCO del 2023 sull'educazione alla pace, ai diritti umani e allo sviluppo sostenibile richiama gli Stati a preservare gli ambienti educativi da fenomeni di intimidazione, radicalizzazione e polarizzazione che possano compromettere la serenità dell'azione didattica.


La ricerca pedagogica contemporanea evidenzia come l'apprendimento autentico si realizzi esclusivamente all'interno di contesti caratterizzati da fiducia reciproca, sicurezza relazionale e riconoscimento dell'autorevolezza educativa. Quando il docente viene esposto a campagne di delegittimazione pubblica o percepisce di operare sotto la costante pressione del giudizio esterno, si produce un effetto che travalica la dimensione individuale: si indebolisce l'intera comunità educante e si trasmette agli studenti un modello di gestione del conflitto fondato sulla contrapposizione anziché sull'argomentazione, sulla stigmatizzazione anziché sul confronto.


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene pertanto indispensabile riaffermare il valore costituzionale della scuola come spazio di libertà, di ricerca, di dialogo e di formazione della coscienza civile. Esprimere solidarietà ai docenti e alle istituzioni scolastiche chiamate a operare in contesti di particolare esposizione pubblica significa difendere non interessi di categoria, ma uno dei pilastri dello Stato democratico: il diritto delle nuove generazioni a ricevere un'educazione libera, pluralista e fondata sul rispetto della dignità umana.

La scuola continuerà a essere credibile nella misura in cui saprà custodire la propria autonomia, esercitare con equilibrio la propria funzione educativa e mantenere fede alla missione affidatale dalla Costituzione: formare cittadini capaci di abitare la complessità del presente con spirito critico, senso della responsabilità e profondo rispetto dei diritti fondamentali di ogni persona".

di La Redazione




Commenti


EDUCAZIONE
E CULTURA

NUOVI BANNER - 2 (2000 × 2160 px) (2).jpg
ID CERT (3).jpg
SUCCESSO 1
Senza titolo (250 x 834 px) (2).jpg
SUCCESSO 1
BANNER - NUOVA HOME PAGE

GPS 2026

AUMENTA IL PUNTEGGIO IN GRADUATORIA DOCENTI
BANNER - NUOVA HOME PAGE
MASTER 60 cfu (1).jpg

INVIACI IL TUO COMUNICATO

info@ascuolaoggi.it

ascuolaogginews@gmail.com

A scuola oggi è un portale che tratta notizie su quanto accade nel mondo scuola. Notizie per docenti di ruolo, docenti di sostegno, docenti precari, personale ATA, educatori, genitori e alunni. Inoltre le sezioni dedicate ai membri offrono servizi aggiuntivi: corsi gratuiti e supporto a quanti richiedono informazioni.

bottom of page