Camera dei deputati, audizione in XI Commissione: Anief chiede un salario equo per il comparto Istruzione e Ricerca, legato all’inflazione e allineato ai livelli del pubblico e del privato
- La Redazione

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Nel corso dell’audizione parlamentare, il sindacato evidenzia la necessità di garantire al personale scolastico una retribuzione più equa, con adeguamento all’inflazione e ...

"Serve una detassazione piena sul salario accessorio, aumenti contrattuali, lavoro straordinario, una specifica indennità per i lavoratori fuori sede, buoni pasto, un adeguamento degli indennizzi di vacanza contrarre all'inflazione reale. Bisogna eliminare la trattenuta mensile del 2,5% sul TFR”.
Marcello Pacifico (presidente nazionale Anief): “Prima ancora di parlare di stipendi europei, è bene ricordare che in Italia un salario giusto per essere tale deve essere ancorato all’inflazione, non deve discriminare i dipendenti pubblici e tra essi i dipendenti del comparto Istruzione e Ricerca. E poi bisogna valorizzare molto di più il personale scolastico: docenti, educatori, Ata e Dsga”.
Il 14 maggio 2026, a partire dalle ore 9.30, sono stati auditi alla Camera i sindacati. La delegazione Anief è stata formata dal presidente nazionale Marcello Pacifico e dal segretario generale Daniela Rosano. L’audizione si è svolta sul tema delle "Disposizioni urgenti in materia di salario giusto, di incentivi all'occupazione e di contrasto del caporalato digitale".
Daniela Rosano è intervenuta affermando che “come sindacato chiediamo in Parlamento che sia reso un salario giusto anche per tutto il personale della scuola: noi siamo d'accordo con il concetto di salario equo, quello che è stato disciplinato per il settore privato, ma che ad oggi esclude il pubblico impiego: in questo momento, è bene ricordare che il personale della scuola è il meno pagato di tutta la pubblica amministrazione.
Ma non è sempre stato così: 26 anni fa persino un precario della scuola prendeva di più rispetto a chi lavorava nei ministeri. Purtroppo, dopo un blocco contrattuale di dieci anni si è preferito valorizzare il personale del pubblico impiego rispetto a quello scolastico”.
“Chiediamo in primo luogo – ha aggiunto Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief - di investire delle risorse o di modificare il testo o di prevedere un decreto sulla pubblica amministrazione che però renda giustizia e porti un salario giusto anche al personale scolastico.
Anche nel pubblico impiego è giusto che gli stipendi - nelle more che si firmi un contratto - siano vincolati alla metà dell'inflazione, un'inflazione che nell'ultimo mese è schizzata molto in alto. Tutto questo ci porta anche quindi a chiedere un fondo ad hoc per il personale scolastico, l'aumento delle risorse per il Mof affinché in contrattazione integrativa possiamo andare a disciplinare meglio gli aspetti anche del salario accessorio e del welfare per il personale scolastico”, ha detto ancora il leader dell’Anief.
“Certamente, riteniamo ormai che sia giunto il momento di equiparare il settore statale a quello privato, per esempio nel Tfr eliminando la trattenuta del 2,5% e riconoscendo uno specifico burnout, mettendo almeno il personale scolastico nella condizione di capire se soffre di burnout e avendo anche la possibilità di introdurre delle ‘finestre’ per le pensioni a 60 anni, così come accade per le forze armate, per le forze di polizia e per i vigili del fuoco. Prima ancora di parlare di stipendi europei, siamo convinti che in Italia un salario giusto per essere tale deve essere ancorato al costo della vita e poi non deve esserci discriminazione tra dipendenti pubblici. Bisogna dunque valorizzare il personale scolastico: docenti, Ata e Dsga”, ha concluso il presidente dell’Anief Marcello Pacifico.
di La Redazione




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