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Calo demografico, oltre 22mila studenti in meno tra Puglia, Sardegna e Calabria. CNDDU: “Non si riducano automaticamente classi e risorse”

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Nel 2026/27 la flessione più forte è in Puglia, con quasi 12mila alunni in meno. Il Coordinamento guarda oltre la scuola: denatalità, spopolamento e partenza dei giovani stanno già cambiando i territori

Oltre 22mila studenti in meno in un solo anno scolastico. È il dato che emerge mettendo insieme le previsioni per il 2026/27 di Puglia, Sardegna e Calabria: 11.870 alunni in meno in Puglia, 5.591 in Sardegna e 4.606 in Calabria. In totale 22.067 studenti. Questi sono numeri che per il CNDDU non raccontano una semplice flessione delle iscrizioni, ma una trasformazione demografica che sta già entrando nelle scuole. La situazione più pesante riguarda la Puglia, dove gli alunni passerebbero da 506.326 a 494.456. Il calo interessa tutte le province e raggiunge anche le classi iniziali, che registrano complessivamente 3.080 iscritti in meno.

"Il CNDDU ritiene pertanto necessario evitare una corrispondenza automatica tra diminuzione degli iscritti e riduzione di classi, strutture e risorse”.

Dietro i banchi che si svuotano ci sono anche le nascite che diminuiscono e i giovani che lasciano il territorio. In Puglia, secondo i dati richiamati dal CNDDU, tra il 2019 e il 2025 il saldo dei laureati italiani tra i 25 e i 34 anni è negativo per quasi 31mila unità. “Quasi dodicimila studenti in meno non rappresentano, pertanto, soltanto altrettante iscrizioni mancanti. Sono il segnale misurabile di una modificazione della struttura demografica regionale che investe già la scuola”. La stessa dinamica emerge in Sardegna, dove per il prossimo anno scolastico sono previsti 5.591 studenti in meno. Un dato colpisce in particolare: nella primaria gli iscritti alle prime classi sono 8.136, circa 1.700 in meno rispetto agli alunni delle quinte. Il calo, dunque, potrebbe continuare a spostarsi negli anni verso i successivi gradi di istruzione.

“Lo scarto tra le coorti in ingresso e quelle in uscita mostra che la contrazione non si esaurirà nel breve periodo, ma continuerà presumibilmente a trasferirsi lungo i successivi gradi di istruzione”.

E nelle aree interne il problema diventa ancora più delicato. Accorpare scuole e plessi può significare aumentare distanze, trasporti e costi a carico dei territori e delle famiglie. Per questo, sottolinea il CNDDU: “la diminuzione della popolazione studentesca non determina necessariamente una corrispondente riduzione dei costi complessivi del servizio”.

In Calabria, dove sono previsti 4.606 studenti in meno, il Coordinamento porta il ragionamento direttamente alle origini del fenomeno, collegando la contrazione scolastica alla diminuzione delle nascite e al saldo migratorio interno negativo.“Il calo degli studenti rappresenta pertanto l’effetto visibile di un processo economico e demografico che si sviluppa molto prima dell’ingresso dei bambini nel sistema scolastico”.


C'è poi un dato che impedisce di leggere la diminuzione degli iscritti come una semplice equazione tra meno studenti e meno personale: in Calabria, a fronte del calo complessivo degli alunni, il comunicato segnala 895 studenti con disabilità in più e una riduzione di 55 posti dell'organico di potenziamento.

Per il CNDDU, dunque, la programmazione non può fermarsi al prossimo anno scolastico. Nascite, flussi migratori, organici, dimensionamento e tenuta dei servizi nei territori sono ormai parti dello stesso problema.

Il rischio, altrimenti, è quello indicato con chiarezza nel documento dedicato alla Calabria: “limitarsi ad adeguare servizi e strutture alla diminuzione della popolazione significherebbe amministrare gli effetti dello spopolamento”.

I 22.067 studenti in meno tra Puglia, Sardegna e Calabria diventano così qualcosa di più di un dato scolastico. Sono il segnale di territori nei quali le nuove generazioni si stanno progressivamente assottigliando e di una scuola che, prima di molti altri servizi pubblici, comincia già a mostrarne gli effetti.


di La Redazione


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