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Bruzzone: "Esserci può arrivare a contare più che salvarsi, bisognerebbe rieducare ad ascoltare l’allarme interno"

Aggiornamento: 2 ore fa

Roberta Bruzzone, psicologa e criminologa, esprime il proprio parere sulla tragedia avvenuta a Crans-Montana e risponde alla domanda: "Perché non sono scappati invece di filmare" ?...

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L'incendio nel bar “La Constellation” di Crans-Montana, avvenuta nella notte del 1 gennaio ha provocato, secondo alcune fonti italiane, la morte di almeno 40 persone tra adulti e giovani e 121 i feriti. Tre le giovani vittime italiane, 14 sono i ragazzi italiani attualmente ricoverati mentre 6 risultano ancora dispersi. L'incendio è  divampato in poco tempo, pare sia stato provocato, secondo prime ricostruzioni, da fuochi pirotecnici o decorazioni per i festeggiamenti di Capodanno che hanno preso fuoco raggiungendo subito il tetto in legno.

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Al momento le prime indagini si stanno muovendo nella direzione dei controlli dei sistemi di sicurezza. Sul web è facile trovare video degli ultimi istanti prima della tragedia e una delle principali domande che attanaglia l’opinione pubblica è: “Perché non sono scappati invece di filmare?”. Molti gli esperti in queste ore si sono espressi sulla vicenda, in particolare emerge il commento della psicologa e criminologa Roberta Bruzzone che ha risposto alla domanda. Queste le sue parole: “Ci sono immagini che fanno più paura dell’incendio stesso. Sono quelle in cui qualcuno riprende mentre tutto sta per esplodere. La risposta non è rassicurante. Perché in quei secondi il cervello non ragiona come crediamo. Quando scoppia un incendio improvviso, l’istinto di sopravvivenza non sempre parte subito”.

L’esperta ci spiega come il nostro cervello elabora ciò che sta accadendo attorno ad esso, spesso la risposta non è immediata, arriva in un secondo momento, quando, probabilmente, è già troppo tardi: “A volte il cervello si difende negando: Non è grave. Si blocca, si dissocia, cerca un’illusione di controllo. E il telefono diventa quella illusione. Riprendere non è sempre esibizionismo. Spesso è paralisi emotiva mascherata da azione. Lo schermo crea distanza, trasforma il pericolo in contenuto, la paura in video e la realtà in qualcosa di irreale”. 

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Come spiega l’esperta non sempre è “esibizionismo” o “creare contenuti” ma è un modo per distaccarsi da quella situazione, un modo per mantenere la calma anche quando in realtà è necessario proprio il contrario. Un altro elemento che in questo caso non è stato funzionale è dato proprio dalle persone, da chi era presente e comunque non riusciva a prendere un’iniziativa, a tal proposito l’esperta afferma: “E poi c’è il gruppo. Se nessuno corre, il cervello pensa che non sia ancora il momento. È così che nascono le tragedie silenziose, non dal panico, ma dalla sua assenza iniziale. C’è anche un altro aspetto, scomodo da dire: viviamo in un mondo in cui esserci può arrivare a contare più che salvarsi. In cui il riflesso di registrare è più rapido del riflesso di fuggire”.

Questa tragedia evidenzia che c’è un problema alla base, molto più grande del filmato stesso, è non rendersi conto del pericolo, ridicolizzarlo, non avvertire la necessità di scappare anche se sta accadendo qualcosa di pericolosissimo, conclude Bruzzone: “Quei secondi persi a riprendere non sono leggerezza. Sono errori cognitivi, automatismi, distorsioni percettive. Sono il cervello che fallisce sotto stress. Ecco perché non basta dire “scappate”. Bisogna insegnare a riconoscere subito il pericolo, a non fidarsi della calma apparente, a capire che quando qualcosa brucia non è mai il momento di filmare. Perché il problema non è il telefono. Il problema è aver disimparato ad ascoltare l’allarme interno”.

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di NATALIA SESSA

2 commenti


BORTONE CONCETTA
un giorno fa

La stessa cosa succede quando x sbaglio facendo i lavori domestici ti fai male a una mano. Una bella ferita, in quel preciso istante non senti alcun dolore. Ma lho senti dopo.

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BORTONE CONCETTA
un giorno fa

Io non sono psicologa. Ma credo che sia vero, in certi momenti il cervello si blocca e tu non sai quale è la cosa giusta. Magari a sangue freddo ragioni un pochino in più. Ma purtroppo è tardi


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