Bonus partite IVA 2026, ultimi giorni per chiedere l'ISCRO: chi rischia di perdere l'indennità
Domande entro il 31 ottobre per il sostegno ai lavoratori autonomi in difficoltà. Attenzione ai requisiti e a chi ha già ricevuto il contributo.

Il tempo sta per scadere per i lavoratori autonomi che intendono richiedere l'indennità ISCRO nel 2026. C'è tempo fino al 31 ottobre per presentare domanda all'INPS, una scadenza da non sottovalutare per chi ha subito una significativa riduzione dei redditi e possiede i requisiti per accedere al sostegno. Non si tratta di un bonus riconosciuto indistintamente a tutti i titolari di partita IVA. L'Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa è destinata ai professionisti che esercitano abitualmente un'attività di lavoro autonomo e sono iscritti alla Gestione Separata INPS.
Introdotta inizialmente in via sperimentale, la misura è diventata strutturale dal 1° gennaio 2024. L'obiettivo è offrire un sostegno temporaneo a chi attraversa una fase di difficoltà economica, senza aver necessariamente cessato la propria attività. Per ottenere l'ISCRO non basta aver guadagnato meno dell'anno precedente. Il reddito da lavoro autonomo prodotto nel 2025 deve risultare inferiore al 70% della media dei redditi da lavoro autonomo conseguiti nel 2023 e nel 2024. È inoltre previsto un limite massimo al reddito dell'anno precedente, aggiornato annualmente secondo l'inflazione. Tra le altre condizioni figurano la regolarità contributiva e il possesso di una partita IVA attiva da almeno tre anni alla data della domanda. Il richiedente non deve essere titolare di una pensione diretta né risultare iscritto ad altre forme previdenziali obbligatorie. L'indennità è inoltre incompatibile con l'Assegno di inclusione durante il periodo di fruizione e con alcune prestazioni di disoccupazione.
Un aspetto particolarmente importante riguarda chi ha già beneficiato dell'ISCRO. L'INPS ha chiarito che non possono ottenere l'indennità per il 2026 coloro che ne hanno già fruito nel 2024 o nel 2025. La regola deriva dal divieto di richiedere nuovamente la prestazione nel biennio successivo all'anno in cui è iniziata la fruizione. Diversa è la situazione di chi aveva presentato una precedente domanda senza ottenere il beneficio, ad esempio perché respinta o perché la prestazione era stata revocata fin dall'origine.
Quanto si può ricevere? L'indennità viene corrisposta per sei mesi e il suo valore dipende dalla media dei redditi da lavoro autonomo dichiarati nei due anni precedenti a quello di riferimento. Sono previsti importi minimi e massimi mensili, soggetti a rivalutazione annuale.
Il contributo non comporta l'accredito di contributi figurativi e concorre alla formazione del reddito. I beneficiari sono inoltre tenuti a partecipare ai percorsi di aggiornamento professionale previsti dalla disciplina della misura. Per presentare la richiesta è possibile utilizzare il servizio disponibile sul portale INPS, accedendo al Punto d'accesso alle prestazioni non pensionistiche. In alternativa ci si può rivolgere al Contact Center dell'Istituto o a un patronato. La data da segnare è sabato 31 ottobre 2026. L'INPS ha confermato espressamente che il servizio per le domande ISCRO 2026 resterà disponibile fino a quel giorno. Per i professionisti interessati, dunque, è importante verificare subito i requisiti e non attendere gli ultimi momenti per completare la procedura.
di La Redazione
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