Bonus mamme 2027, fino a 1.200 euro annui. Ecco cosa cambia per dipendenti, precarie e autonome (TABELLA)
Il testo include anche le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli. Per loro il passaggio coincide con...

Il bonus mamme salirebbe da 60 a 100 euro mensili dal 2027, fino a 1.200 euro annui, con pagamenti trimestrali. È quanto prevede l’articolo 57 del testo bollinato del disegno di legge di Bilancio, che rende stabile il contributo per le lavoratrici con almeno due figli e reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui.
Per chi riceve il bonus monetario del 2026, l’incremento sarebbe di 40 euro per ogni mese spettante, fino a 480 euro in più su dodici mesi. Diverso il confronto per le dipendenti a tempo indeterminato con almeno tre figli, che oggi beneficiano dell’esonero contributivo e dal prossimo anno entrerebbero nel nuovo contributo, rispettandone il limite di reddito.
A chi spetterebbero i 100 euro
La misura comprende le dipendenti pubbliche e private, a tempo indeterminato e determinato. Rientrerebbero quindi anche docenti e lavoratrici ATA, comprese le supplenti, secondo i mesi di contratto e gli altri requisiti.
Sono incluse le autonome iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, alle Casse professionali e alla Gestione Separata. Restano esclusi i rapporti di lavoro domestico.
Il contributo spetterebbe:
con due figli, fino al mese in cui il secondo figlio compie 10 anni, incluso;
con almeno tre figli, fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni, incluso.
Il tetto di 40.000 euro riguarda il reddito annuo da lavoro della madre, non l’ISEE familiare.
I 100 euro maturerebbero per ogni mese o frazione di mese di vigenza del rapporto di lavoro o dell’attività autonoma. Per le supplenti, quindi, l’importo sarebbe collegato ai mesi coperti dal contratto, comprese le frazioni di mese.
Pagamenti trimestrali e domanda all’INPS
Il testo prevede il riconoscimento su domanda all’INPS e l’erogazione trimestrale: tre mensilità spettanti corrisponderebbero a 300 euro. Il massimo di 1.200 euro richiede dodici mesi di diritto al beneficio.
Le somme sarebbero esenti da imposizione fiscale e contributiva e non rileverebbero ai fini ISEE.
Apertura delle domande, scadenze e calendario degli accrediti saranno definiti dalle istruzioni operative dell’Istituto. Nel 2026, invece, le mensilità del bonus da 60 euro vengono corrisposte in un’unica soluzione a dicembre.
Il confronto cambia per chi oggi ha l’esonero contributivo
Per le madri con almeno tre figli a tempo indeterminato, l’esonero contributivo in busta paga termina il 31 dicembre 2026. Dal 2027 il testo prevede anche per loro il bonus da 100 euro mensili, pagato direttamente dall’INPS ogni tre mesi e su domanda, con reddito da lavoro fino a 40.000 euro annui e fino al mese in cui il figlio più piccolo compie 18 anni.
Voce | Disciplina 2026 | Proposta dal 2027 |
Bonus monetario | 60 euro mensili, massimo 720 euro | 100 euro mensili, massimo 1.200 euro |
Pagamento | Unica soluzione a dicembre | Trimestrale |
Reddito da lavoro della madre | Fino a 40.000 euro annui | Fino a 40.000 euro annui |
Madri con almeno tre figli a tempo indeterminato | Esonero contributivo, secondo i requisiti, fino al 31 dicembre | Accesso al contributo da 100 euro entro il limite reddituale erogato dall'INPS. Non più esonero contributivo quindi |
Fiscalità e ISEE del bonus monetario | Esente e non rilevante ai fini ISEE | Esente e non rilevante ai fini ISEE |
Per una lavoratrice che mantiene i requisiti per tutto l’anno e passa dal bonus monetario 2026 a quello previsto per il 2027, il confronto è dunque 720 contro 1.200 euro. Per chi proviene dall’esonero contributivo, il risultato dipenderà invece dal beneficio effettivamente ottenuto in busta paga nel 2026.
di Leandro Castagna




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