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ATA, nuove supplenze possibili anche nelle prossime settimane: ecco perché

17 ore fa
Tempo di lettura: 2 min

Le prime nomine non chiudono le possibilità per chi attende un incarico: per gli aspiranti è importante continuare a seguire bollettini e convocazioni...

Non essere rientrati nelle prime nomine non significa necessariamente dover rinunciare a una supplenza ATA per l'anno scolastico 2026/27. Le operazioni possono infatti proseguire anche dopo l'avvio delle lezioni e il quadro dei posti disponibili può cambiare nel giro di pochi giorni.

Il motivo è semplice: il primo bollettino dà informazioni soltanto su una determinata fase delle nomine. Successivamente possono intervenire rinunce, aspettative, richieste di part-time oppure altre situazioni capaci di rendere nuovamente disponibili dei posti.


Per questo anche un secondo bollettino con meno nomine rispetto al primo non indica necessariamente la fine degli scorrimenti. Una parte dei posti è già stata assegnata, mentre altri possono tornare disponibili in seguito.

Nuovi posti possono liberarsi anche dopo le prime nomine

C'è poi un altro meccanismo da tenere presente.

Alcuni dipendenti ATA già in servizio possono accettare, nei casi previsti, un incarico a tempo determinato in un altro profilo del comparto scuola. È il caso, ad esempio, del personale ATA che ottiene una supplenza come docente fino al 30 giugno.

Il posto lasciato temporaneamente libero può a sua volta creare la necessità di una nuova supplenza. Un movimento iniziale produce così una seconda disponibilità, che può permettere alla graduatoria di continuare a scorrere.


Anche le rinunce hanno un peso. Se chi riceve una nomina decide di non accettarla, il posto deve essere nuovamente assegnato secondo le procedure previste.

Quando entrano in gioco le graduatorie d'istituto

I tempi non sono identici in tutte le province.

Gli Uffici scolastici devono prima completare le operazioni di propria competenza. Successivamente, sulle disponibilità residue, possono iniziare le convocazioni effettuate direttamente dalle scuole attraverso le graduatorie d'istituto.


È quindi possibile che in un territorio si sia già arrivati alla terza fascia mentre in un altro le procedure siano ancora in una fase precedente.

Chi attende un incarico dovrebbe perciò controllare la propria posizione, le pubblicazioni dell'Ufficio scolastico competente e le eventuali convocazioni provenienti dagli istituti.

Per gli aspiranti di terza fascia la posizione può essere verificata anche attraverso Istanze Online e facendo riferimento alla scuola capofila della domanda.

La situazione di settembre, dunque, non rappresenta la condizione definitiva dell'intero anno scolastico. Finché continuano le operazioni, le rinunce e i movimenti del personale, possono aprirsi nuove disponibilità.

Per chi aspetta una supplenza ATA la regola, in questa fase, è una sola: non fermarsi al primo bollettino.

di Leandro Castagna


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