“Assicurazione sanitaria scuola, fuori fisioterapia e assistenza psicologica. CNDDU: ‘Le esclusioni vanno riesaminate’”
Disturbi della voce, problemi alla vista, patologie muscolo-scheletriche e stress lavoro-correlato: il Coordinamento chiede una copertura costruita sui bisogni specifici di chi lavora nella scuola

La nuova assicurazione sanitaria integrativa per il personale scolastico rappresenta un passo importante sul fronte del welfare, ma le prestazioni offerte dovrebbero rispondere maggiormente ai rischi e alle esigenze legati al lavoro svolto nelle scuole. È questa la posizione del Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, che chiede una riflessione sulle esclusioni previste dalla copertura.
“Una copertura sanitaria costruita per il personale della scuola non dovrebbe infatti essere configurata come un prodotto assicurativo generalista.”
Per i docenti, secondo il Coordinamento, esistono esigenze strettamente connesse alla professione, come: disturbi della voce, dovuti all'uso continuativo dell'apparato fonatorio; tutela della vista per il crescente utilizzo di registri elettronici, videoterminali e strumenti digitali; patologie muscolo-scheletriche e conseguenze dello stress lavoro-correlato. Il CNDDU chiede di tornare a riflettere soprattutto su due patologie escluse. Infatti, sarebbe “proprio l’esclusione della fisioterapia e delle prestazioni psicologiche e psichiatriche appare, sotto tale profilo, meritevole di riesame.” “Non si tratta di ampliare indiscriminatamente le garanzie, ma di orientare le risorse verso prestazioni che possano avere una funzione preventiva oltre che terapeutica, riducendo il rischio di cronicizzazione delle patologie, le assenze prolungate e i conseguenti costi organizzativi per l’amministrazione scolastica.”
Lo stesso principio dovrebbe riguardare la tutela della vista, con eventuali interventi legati a necessità certificate, e soprattutto la prevenzione oncologica e cardiovascolare e la diagnostica precoce, anche in considerazione dell'età media di una parte consistente del personale.
Per il Coordinamento, infatti, il valore della nuova misura non può essere valutato soltanto contando le prestazioni comprese nella polizza: “l’efficienza di una polizza collettiva non si misura soltanto attraverso il numero delle prestazioni formalmente previste, ma attraverso il rapporto tra risorse impiegate, bisogni sanitari della popolazione assicurata e capacità delle garanzie di prevenire costi sanitari e lavorativi maggiori nel medio periodo.”
Da qui la richiesta al Ministero di verificare, dopo la prima fase di applicazione, quali prestazioni vengano realmente utilizzate e quali esigenze restino invece senza risposta, valutando una possibile rimodulazione delle garanzie compatibilmente con le condizioni contrattuali e le risorse disponibili.“Prevenire le patologie maggiormente incidenti sull’attività lavorativa significa tutelare il personale e, nello stesso tempo, utilizzare in maniera più efficiente le risorse destinate al funzionamento del sistema scolastico.”
di La Redazione
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