Assegno Unico: 203,80 euro per figlio con ISEE fino a 17.468,51 euro ma cambiano i requisiti per gli Italiani all’estero. Ecco cosa cambia
- La Redazione

- 2 ore fa
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Novità in arrivo per l’Assegno Unico: cambia un requisito chiave e si allarga la platea dei beneficiari, ma non per tutti allo stesso modo...

L’ Assegno unico e universale è il sostegno economico per le famiglie con figli a carico, attribuiti per ogni figlio fino al 21esimo anno di età e senza limiti di età per i figli disabili. Gli importi della misura hanno subito di recente delle variazioni, per l’anno 2026 vanno da 58,30 fino a 203,80 euro per figlio. Le somme sono stabilite in base all’Isee familiare, la cifra massima si ottiene con un Isee fino a 17.468,51 euro, mentre, la minima viene erogata in assenza di Isee o sopra i 46.582,71 euro.
Ma cosa cambia ?
Con un emendamento del governo, depositato in Commissione Bilancio alla Camera, si chiede che venga cancellato il requisito dei due anni di residenza in Italia per lavoratori cittadini di Stati membri dell’Unione Europea. Questa modifica permetterebbe di estendere il beneficio anche ai figli a carico residenti in altri Paesi dell’Ue. Verrebbe, dunque, eliminato l’obbligo di soggiorno prolungato e il possesso del diritto di soggiorno permanente.
In definitiva, per accedere al sussidio sarà sufficiente possedere la cittadinanza di un Paese Ue, essere però iscritti ad una gestione previdenziale italiana e versare regolarmente i contributi. Secondo alcuni dati questa modifica permetterà di ampliare la platea dei beneficiari a circa 50.000 unità.
Per quanto riguarda i cittadini extra-comunitari il quadro di riferimento non cambia per cui sarà necessario essere in possesso del permesso di soggiorno per lungo periodo. È da precisare però che, per chi non risiede stabilmente in Italia, l’assegno sarà proporzionato ai mesi di effettiva presenza nel territorio nazionale documentata da : residenza, domicilio e attività lavorativa. Per Martedì 7, dopo la pausa pasquale, è previsto il voto sugli emendamenti in Commissione Bilancio dove scopriremo se la proposta è stata approvata oppure no.
di LA REDAZIONE



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