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Asili nido, "Stipendi bassi e personale da valorizzare": Italia ancora lontana dagli obiettivi UE, mancano 3 mila educatrici

Il nuovo report ISTAT conferma il ritardo nella copertura dei servizi per la prima infanzia, soprattutto nel Mezzogiorno. Pacifico annuncia un nuovo Dipartimento Anief dedicato al personale degli enti locali e delle scuole...

“Sugli asili nido, l’Italia è ancora lontana dagli obiettivi europei fissati al 2030, soprattutto perché il Sud rimane ancorato all'apertura del 20%. E soltanto un istituto su quattro è gestito dai Comuni. Poi mancano le figure da assumere. E c’è una chiara emergenza di personale, con almeno 3 mila educatrici che mancano all’appello: tra le motivazioni ci sono gli stipendi bassi, le alte responsabilità non riconosciute, i lunghi periodi di precariato e l’inquadramento professionale”.


Lo dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, annunciando l'apertura di un dipartimento specifico del giovane sindacato dedicato a rappresentare i diritti del personale nel privato e negli enti locali, al fine di raggiungere gli obiettivi europei in una fase particolarmente delicata, anche in vista della progressiva conclusione delle risorse del PNRR.

Secondo l'ISTAT, nel 2023-2024, in Italia erano "attivi 14.570 nidi e servizi integrativi per la prima infanzia, per un totale di quasi 378.500 posti autorizzati (+3,4% rispetto all’anno precedente).


Per effetto del calo delle nascite, il divario tra numero di bambini e posti disponibili è diminuito gradualmente: in media, ci sono 31,6 posti ogni 100 bambini. Un valore che, tuttavia, non ha permesso il raggiungimento del target europeo sul tasso di frequenza fissato per il 2010 (33%) e rende ancora lontano quello per il 2030 (45%). Nelle regioni del Sud e delle Isole, con la sola eccezione della Sardegna, il rapporto tra bambini e posti disponibili è inferiore al 20% (in media 19% nel Sud e 19,5% nelle Isole), il Centro presenta il valore più elevato (40,4%), seguono il Nord-Est (39,1%) e il Nord-Ovest (36,6%).


“C’è bisogno – commenta ancora il presidente Anief -di una maggiore azione sindacale per la tutela di diritti essenziali delle educatrici dell'infanzia in Italia: una azione che porti a stipendi più elevati tarati anche alle nuove qualifiche professionali e ad una riduzione del numero di alunni. Ma anche a specifica indennità: dal riconoscimento del lavoro usurante alla Carta docente, dal riconoscimento delle attività funzionali alla stabilizzazione. Questi punti saranno studiati e oggetto di una specifica piattaforma contrattuale e di politica sindacale del nascente Dipartimento Anief dedicato alla risoluzione dei problemi che il personale incontra negli enti locali, nelle scuole private e negli ITS”.

Report di ISTAT: clicca qui

di La Redazione



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