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Allarme caldo alla Maturità 2026, il 90% delle scuole non ha l'aria condizionata: servono 3,7 miliardi per raffrescare le aule

Il Comune di Bologna corre ai ripari acquistando condizionatori portatili per i nidi, ma a livello nazionale servono...

Mentre a livello governativo si discute su come trovare soluzioni strutturali, sul territorio c'è chi è costretto a correre ai ripari con interventi d'emergenza per proteggere almeno i più piccoli dalle ondate di calore. È il caso del Comune di Bologna che ha da poco provveduto a consegnare decine di condizionatori portatili per rinfrescare gli ambienti dei nidi e delle scuole dell'infanzia cittadine, organizzando anche trasferimenti temporanei dei bambini nelle stanze già servite dagli impianti.

Iniziativa locale che fa emergere il problema principale della gestione: la proprietà e la manutenzione degli edifici scolastici spettano agli enti locali, le cui casse però sono in crisi. Dalla Città metropolitana di Roma, ad esempio, i delegati all'edilizia chiariscono che i fondi scarseggiano e le priorità attuali restano la bonifica dell'amianto e la costruzione di nuove sedi. Anche dalla Regione Lazio si alzano voci politiche per chiedere l'istituzione di un budget specifico dedicato solo a combattere il caldo in classe.

Ma quanto costerebbe trasformare l'intero patrimonio scolastico nazionale in un ambiente fresco e vivibile? Le cifre sono considerevoli. Per dotare le aule italiane dei necessari impianti di raffrescamento servirebbero circa 3,7 miliardi di euro.

Questa somma, tuttavia, non comprende il solo acquisto del condizionatore da attaccare al muro. Per far funzionare i dispositivi in sicurezza e senza sprechi, bisognerebbe prima adeguare le vecchie reti elettriche degli edifici, installare pannelli fotovoltaici sul tetto, montare schermature solari contro i raggi diretti alle finestre e inserire sistemi per monitorare costantemente la qualità dell'aria. Su questo fronte, il Ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, è intervenuto per rassicurare le famiglie, spiegando che il Governo sta affrontando la questione sfruttando i fondi europei del Pnrr, nel tentativo di fornire un incentivo e un aiuto economico ai Comuni e alle Province.


L'urgenza di questi interventi è esplosa durante i recenti esami di Maturità, che hanno costretto migliaia di studenti e insegnanti a svolgere le prove in aule a dir poco roventi. Attualmente, la situazione della penisola è oltre i livelli di criticità: oltre nove scuole su dieci non dispongono di alcun impianto per mitigare le alte temperature estive. Solo il 7,42% delle sedi scolastiche (poco più di 4.400 edifici in totale) è provvisto di sistemi di ventilazione o climatizzazione, con una geografia del fresco molto irregolare: regioni come l'Emilia-Romagna e il Veneto si fermano rispettivamente al 9,5% e all'11%, mentre le Marche rappresentano una felice eccezione, sfiorando il 30% di aule dotate di aria condizionata.


Tutti i numeri, le percentuali e i dettagli di questa emergenza nazionale sono stati diffusi attraverso le rilevazioni del portale Skuola.net, basate sui registri dell'Osservatorio Civico sulla Sicurezza a Scuola di Cittadinanzattiva. I medesimi dati, comprese le stime miliardarie calcolate dal Coordinamento dei docenti per i diritti umani e le iniziative del Comune di Bologna, sono stati resi noti e rilanciati anche attraverso i dispacci dell'agenzia Ansa.

di Leandro Castagna




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