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Al Quirinale, in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, il confronto tra Bernini e Mattarella rilancia il ruolo strategico di università, innovazione e ricercatori

Al Quirinale, in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo, il confronto tra Bernini e Mattarella rilancia il ruolo strategico di università, innovazione e ricercatori.

La ricerca scientifica deve tornare al centro delle politiche pubbliche e diventare una leva strategica per lo sviluppo del Paese. È questo il messaggio lanciato dalla ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, ricevuta oggi al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione della Giornata della ricerca italiana nel mondo.


Con la ministra è stata ricevuta anche una delegazione dei presidenti degli enti pubblici di ricerca, guidata dal presidente della Consulta dei Presidenti degli Enti di Ricerca, Antonio Zoccoli. Un incontro dal forte valore simbolico, che conferma l’attenzione delle istituzioni verso università, innovazione e lavoro scientifico.

Bernini ha voluto ringraziare il Capo dello Stato per “l’attenzione costante e la sensibilità che ha sempre dedicato alla ricerca”, sottolineando il ruolo svolto dal Quirinale in questi anni.


Secondo la ministra, la Giornata della ricerca italiana nel mondo rappresenta “una straordinaria occasione” per riconoscere il valore strategico della ricerca e valorizzare il contributo dei tanti studiosi italiani impegnati sia nel nostro Paese sia all’estero.

Un patrimonio spesso silenzioso, ma decisivo per rafforzare la capacità dell’Italia di innovare, competere e affermarsi nello scenario internazionale.

Nel corso dell’incontro si è parlato anche delle misure promosse negli ultimi mesi dal Ministero per il finanziamento e l’organizzazione del settore, oltre che della valorizzazione dei ricercatori.



Bernini ha parlato di “interventi reali” che stanno delineando una direzione chiara: quella di un’Italia in cui la ricerca non sia marginale, ma torni a occupare un posto centrale nelle scelte pubbliche.

Parole significative anche quelle rivolte al Presidente Mattarella, definito dalla ministra un vero “nume tutelare” del sistema ricerca. Un riconoscimento forte, accompagnato da un concetto chiave: la ricerca ha bisogno di certezza e continuità, non di interventi episodici.

In un tempo segnato da trasformazioni tecnologiche, sfide economiche e competizione globale, investire su università e ricerca significa infatti investire sul futuro delle nuove generazioni.

di LA REDAZIONE





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