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Abilitazione docenti 30, 36 e 60 CFU: pubblicato il Decreto che sblocca i corsi (PDF). Cosa cambia davvero per chi vuole insegnare

Pubblicato il Decreto Ministeriale n. 138 del 27 gennaio 2026: il Ministero autorizza l’attivazione dei percorsi di formazione iniziale per i docenti e definisce i numeri dei corsi


È stato pubblicato oggi il Decreto Ministeriale n. 138 del 27 gennaio 2026, con cui il Ministero dell’Università e della Ricerca autorizza l’attivazione dei percorsi di formazione iniziale per i docenti previsti dalla riforma del reclutamento. A fine articolo scarica il PDF con i posti per regione e CDC.


Il decreto rappresenta un passaggio chiave perché sblocca operativamente i percorsi abilitanti da 30, 36 e 60 CFU, definendo il numero di posti autorizzati su base regionale e per classe di concorso, in coerenza con il fabbisogno indicato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito.

PERCORSI NON A NUMERO CHIUSO ( NON CONTINGENTATI )

Per i vincitori di concorso, i percorsi abilitanti sono non contingentati. Questo significa che non sono soggetti a un numero chiuso legato ai posti autorizzati, perché servono esclusivamente a completare il requisito dell’abilitazione. All’interno di questa categoria, però, esiste una distinzione netta.


Accedono ai 30 CFU i vincitori di concorso che hanno partecipato alla procedura grazie ai tre anni di servizio. Accedono invece ai 36 CFU i vincitori di concorso che hanno potuto partecipare grazie al possesso dei 24 CFU. In entrambi i casi, il percorso non serve a selezionare, ma a regolarizzare la posizione di chi ha già superato il concorso.

PERCORSI A NUMERO CHIUSO ( 30 E 60 CFU )

Diverso è il caso di chi non è vincitore di concorso. Per questi aspiranti docenti resta centrale il percorso da 60 CFU, destinato a chi possiede il solo titolo di accesso alla classe di concorso e deve acquisire l’abilitazione prima di poter competere pienamente per l’accesso alla professione.

Accanto a questo, possono accedere al percorso da 30 CFU anche coloro che vantano almeno tre anni di servizio, pur non avendo ancora vinto un concorso.

Il decreto pubblicato oggi non modifica queste regole, ma le rende concretamente applicabili, perché stabilisce quanti posti possono essere attivati per ciascuna classe di concorso e su base regionale. In questo modo viene superata l’incertezza che finora ha accompagnato i vari bandi delle università, pubblicati prima del decreto stesso.

SCARICA IL DECRETO 138 DEL 27 GENNAIO 2026




di CLAUDIO CASTAGNA

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