Stipendi scuola, un preside guadagna quasi tre volte un docente: perché in Italia il divario è così alto?
Il confronto Eurydice su 37 Paesi europei rivela una distanza retributiva particolarmente marcata. I numeri di Italia, Francia e Austria e il peso delle indennità.

Un dirigente scolastico italiano guadagna mediamente quasi tre volte un insegnante della scuola secondaria di primo grado. È il dato che emerge dall'analisi Eurydice sugli stipendi del personale scolastico europeo, riferita all'anno 2024/2025. Una distanza che distingue l'Italia dagli altri Paesi esaminati e solleva una domanda: quanto incidono le responsabilità dirigenziali e quanto, invece, il livello delle retribuzioni riconosciute agli insegnanti?
Stipendi di presidi e docenti, i dati Eurydice
Il rapporto europeo confronta le retribuzioni medie annue lorde effettive, comprese le indennità, di dirigenti e docenti della scuola secondaria di primo grado.
I valori sono espressi in standard di potere d'acquisto, un'unità statistica che permette di confrontare Paesi con costi della vita differenti.
Paese | Dirigenti scolastici | Docenti | Rapporto |
Italia | circa 100.000 | circa 35.000 | 2,9 volte |
Austria | circa 85.000 | circa 60.000 | 1,4 volte |
Francia | circa 63.000 | circa 43.000 | 1,5 volte |
Valori annui lordi approssimati, espressi in standard di potere d'acquisto e ricavati dal grafico Eurydice. Per la Francia, il confronto utilizza dati del 2023. Non sono importi in euro né stipendi netti.
La differenza emerge soprattutto osservando il rapporto tra le due professioni. In Austria e Francia la retribuzione media dei dirigenti è superiore a quella degli insegnanti, ma la distanza risulta molto più contenuta rispetto all'Italia.
Perché un dirigente guadagna di più?
La retribuzione dei dirigenti scolastici italiani comprende diverse componenti: stipendio tabellare, retribuzione di posizione e retribuzione di risultato.
Sono voci collegate a una funzione che comporta responsabilità nella gestione delle risorse, nell'organizzazione del personale e nel funzionamento complessivo dell'istituto. Il trattamento economico degli insegnanti segue invece una progressione prevalentemente legata all'anzianità di servizio, con ulteriori compensi per specifici incarichi e attività. La diversa struttura degli stipendi contribuisce a spiegare il divario, ma il confronto europeo mostra che la distanza tra le due professioni non è uguale in tutti i sistemi scolastici.
Il vero interrogativo riguarda la carriera docente
Il dato Eurydice non dimostra che i dirigenti italiani siano pagati troppo. Mette però in evidenza quanto sia ampia la differenza economica rispetto a chi lavora quotidianamente nelle classi. Ed è proprio questo l'aspetto che merita attenzione. In un sistema in cui la progressione retributiva degli insegnanti dipende soprattutto dagli anni di servizio, quali possibilità concrete esistono per valorizzare economicamente competenze, esperienza e responsabilità professionali senza abbandonare l'insegnamento? Il confronto con gli altri Paesi europei riporta al centro una questione che riguarda il futuro della scuola: riconoscere il lavoro di chi la dirige, senza trascurare quello di chi ogni giorno si occupa della formazione degli studenti.
di La Redazione
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