Scuola, riforma degli istituti tecnici: Gilda segnala difficoltà applicative e carenza di risorse per docenti
- La Redazione

- 19 feb
- Tempo di lettura: 2 min
La Gilda degli Insegnanti evidenzia criticità nella gestione dei quadri orari, delle discipline scientifiche e dei periodi di osservazione in azienda, segnalando la mancanza di risorse per la formazione retribuita dei docenti

La Gilda degli Insegnanti mette in luce le criticità della nuova riforma dell’istruzione tecnica, in vigore dal 1° settembre. Tra le principali preoccupazioni: scarsa chiarezza sui percorsi per le famiglie, accorpamento delle materie scientifiche nel primo biennio e carenza di risorse per formazione e sostituzioni, a rischio dell’organizzazione scolastica.
"La Gilda degli Insegnanti segnala gravi criticità e difficoltà applicative per l’ennesima riforma dell’istruzione tecnica, che entrerà in vigore dal primo settembre.
Secondo quanto riporta il DM, ci sarebbe una revisione dei quadri orari, dei profili e dei risultati di apprendimento, con alcune evidenti novità che per la nostra organizzazione mostrano molte criticità.
Tra queste, la mancanza di chiarezza lasciata alle famiglie sui percorsi che verranno attivati, o l’accorpamento, nel primo biennio, di tutte le discipline scientifiche in un unico ambito, detto Scienze sperimentali, con il rischio di perdere l’approfondimento, il linguaggio specifico e il rigore metodologico, già a rischio dalla didattica imposta dal nuovo ordinamento.
“Oltre ai limiti applicativi riscontriamo forti preoccupazioni organizzative, per la mancanza di risorse per una formazione retribuita degli insegnanti, oltre al rischio che i periodi di osservazione in azienda previsti per i docenti delle discipline di indirizzo, senza un budget per le sostituzioni, gravino interamente sui colleghi e sulla organizzazione scolastica”. E’ quanto afferma il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti Vito Carlo Castellana.
di CLAUDIO CASTAGNA
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