Schettini: "Ma davvero sotto l’ombrellone non ci si abbronza? È una questione di fisica"
- La Redazione

- 8 lug
- Tempo di lettura: 2 min
"Molti pensano che l'ombra protegga completamente dai raggi del sole, ma il professore di Fisica spiega come agiscono i raggi ultravioletti e perché..."

Spesso quando siamo in spiaggia, dopo aver pranzato o semplicemente per concederci uno spuntino o due chiacchiere in compagnia, scegliamo di rilassarci sotto l'ombrellone, convinti che basti un po' d'ombra per proteggerci dai raggi del sole. È un'abitudine molto diffusa, soprattutto nelle ore più calde della giornata. Ma siamo davvero al sicuro? Oppure anche sotto l'ombrellone la nostra pelle continua a essere esposta ai raggi ultravioletti?
Per rispondere a questa domanda interviene il professore di Fisica Vincenzo Schettini, che spiega con semplicità perché la convinzione secondo cui sotto l'ombrellone non ci si abbronza sia, almeno in parte, un falso mito. "Non so voi ma, sia a mare che in campagna, quando si apre l'ombrellone, classica cosa: una bella parmigiana di melanzane e poi ti fai un bel sonno sotto l'ombrellone senza metterti protezione, senza crema, perché dici tanto non ci si abbronza sotto l'ombrellone. Ma è vero o no? Cosa dice la fisica da questo punto di vista?" La risposta, spiega Schettini, parte proprio dal comportamento dei raggi ultravioletti, responsabili dell'abbronzatura ma anche dei possibili danni alla pelle. Non tutti, infatti, raggiungono il nostro corpo nello stesso modo.
"La fisica ci dice che i raggi ultravioletti, che sono quelli responsabili dell'abbronzatura, possono arrivare in due modi: possiamo avere raggi diretti, che apparentemente sembrano essere bloccati dall'ombrellone, e raggi riflessi, cioè il raggio ultravioletto colpisce la superficie, lo scoglio, la sabbia, e si riflette."
Ed è proprio questo il primo aspetto che spesso viene sottovalutato. Anche quando il sole non ci colpisce direttamente, le superfici che ci circondano continuano a riflettere parte della radiazione ultravioletta.
"Partiamo dal presupposto che, anche se siamo sotto l'ombrellone, dai raggi riflessi non abbiamo scampo, anzi più chiare sono le superfici intorno a noi, più raggi riflessi ci beccheremo. Sabbia molto chiara, scogli molto chiari, okay?"
Ma non è tutto. Anche l'ombrellone, che rappresenta certamente una protezione importante dal calore e dalla luce diretta, non riesce a bloccare completamente tutti i raggi ultravioletti.
"Vediamo, invece, un po' quelli diretti perché uno dice: 'Vabbè tranquillo, sono sotto l'ombrellone, almeno quelli diretti non me li becco'. E no, purtroppo no. Perché anche una parte dei raggi diretti riuscirà ad attraversare la stoffa dell'ombrellone ed arrivare al nostro corpo."
Il professore conclude quindi con una raccomandazione tanto semplice quanto importante. "Morale della favola: anche se siamo sotto l'ombrellone ci abbronziamo, quindi crema solare a gogo."
Il messaggio è chiaro: l'ombrellone riduce l'esposizione diretta al sole, ma non elimina del tutto l'azione dei raggi ultravioletti. Per questo motivo l'utilizzo della crema solare resta una buona abitudine anche quando si trascorre gran parte della giornata all'ombra, così da proteggere la pelle e vivere l'estate con maggiore sicurezza.
di VALENTINA TROPEA




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