Scuola, CCNL 2025-27: Anief chiede il riscatto agevolato della laurea
- La Redazione

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Anief rilancia sul riconoscimento degli anni universitari per anticipare l’uscita dal lavoro e tutelare il benessere di docenti e personale...

Il sindacato Anief porterà al tavolo del CCNL 2025-27 la proposta del riscatto agevolato della laurea, in linea con il confronto in corso in Parlamento. L’obiettivo è favorire il pensionamento anticipato e contrastare il burnout nel mondo della scuola.
"C’è anche il riscatto agevolato della laurea tra gli obiettivi che si prefigge il sindacato Anief nella trattativa che si aprirà nelle prossime settimane all’Aran per l’approvazione del Contratto collettivo nazionale di Istruzione e Ricerca del triennio 2025-2027: si tratta di una necessità che permetterebbe al personale scolastico di raggiungere il pensionamento con alcuni anni di anticipo, evitando il mantenimento coatto del servizio pur in presenza, in alto numero, di evidenti sintomi di burnout.
La richiesta dell’Anief arriverà mentre in Parlamento continua il confronto sulla proposta di legge n. 1413 presentata dalla senatrice Carmela Bucalo (Fratelli d’Italia) finalizzata a favorire il pensionamento anticipato del personale docente e Ata della scuola proprio attraverso il riscatto agevolato degli anni di studio universitari: il testo del disegno di legge - prodotto a seguito della petizione Anief per combattere l’elevato burnout tra i lavoratori del settore con il pensionamento di docenti, Ata e presidi anticipato a 60 anni di età e riconoscimento gratuito degli anni di formazione universitaria – ha riscontrato notevole successo tra i dipendenti.
Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ha detto che “introdurre il riconoscimento della laurea a livello contrattuale e legiferare sulla norma sarebbe importantissimo, considerando che prevede il pagamento di soli 900 euro per ogni anno universitario svolto a fronte di almeno 6.000 euro che oggi vengono chiesti, sempre per un anno di studi accademici, a chi chiede il riscatto degli anni universitari. È vero che con la nostra petizione nazionale, che ha raccolto quasi 120 mila firme in pochi mesi avevamo chiesto la gratuità dell’operazione, ma anche il compromesso proposto dalla senatrice Bucalo potrebbe può rappresentare una soluzione accettabile: con uno sforzo economico quasi dieci volte minore, si potrebbero infatti farsi valere 4 o 5 anni preziosissimi per anticipare l’uscita dal lavoro: una necessità che si fa sempre più impellente considerando l’elevato burnout presente tra i lavoratori del comparto Scuola, soprattutto dopo i 60 anni”.
di LA REDAZIONE
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