Scuola, Anief verso la mobilitazione contro i 7.000 tagli a docenti e ATA. Pacifico: «Se il Governo non dovesse ritirarli». Sui precari annuncia il ricorso all’UE
Il sindacato prepara gli emendamenti alla Manovra e chiede sette miliardi per gli stipendi. Sul reclutamento Pacifico alza il livello dello scontro: senza interventi…

"Se il Governo non dovesse ritirare i 7.000 tagli agli organici si andrà verso la mobilitazione". È l’avvertimento di Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, dopo l’approvazione in Consiglio dei ministri della Manovra 2027. Il sindacato sta raccogliendo le indicazioni del personale attraverso le assemblee territoriali e preparando le proposte di modifica al provvedimento.
Al centro ci sono la riduzione dei posti di docenti e ATA, le stabilizzazioni e il recupero del potere d’acquisto degli stipendi. Sul precariato, Pacifico annuncia anche l’intenzione di rivolgersi alle istituzioni europee.
"L’assenza di misure ci costringerà a rivolgerci all’Unione europea"
Il presidente Anief collega la prospettiva della mobilitazione alle scelte sugli organici e sul reclutamento:
"Sulla legge di bilancio del 2027 ci stiamo informando e confrontando con tutto il personale della scuola, con una serie di assemblee sindacali territoriali. Una cosa appare al momento pressoché certa: se il Governo non dovesse ritirare i 7.000 tagli agli organici si andrà verso la mobilitazione. E l’assenza di misure sul reclutamento dei 200.000 supplenti ci costringerà a rivolgerci all’Unione europea per chiedere sanzioni adeguate per via del sempre più palese abuso dei contratti a termine".
L’iniziativa europea è dunque annunciata come risposta alla mancata stabilizzazione. Sul piano parlamentare, invece, l’ufficio legislativo del sindacato sta elaborando gli emendamenti, a partire dalla richiesta di cancellare le ulteriori riduzioni del personale.
Stipendi, la richiesta di sette miliardi
Anief chiede nuove risorse per recuperare la distanza tra aumenti contrattuali e costo della vita. Nel comunicato, il sindacato ripercorre i rinnovi degli ultimi tre trienni e sostiene che gli incrementi riconosciuti non abbiano compensato la crescita dei prezzi.
Pacifico chiede di intervenire già nella Manovra:
"Questa fotografia – commenta ancora il presidente nazionale Anief – del rapporto tra stipendi e inflazione, imprevedibile nel 2024 come la guerra in Iran o il perdurare della guerra in Ucraina (tra i principali fattori del nuovo aumento dei prezzi), dovrebbe portare il Governo a rifinanziare le risorse per i rinnovi contrattuali sottoscritti già in questa Manovra per adeguare l’aumento degli stipendi al caro vita".
La richiesta viene accompagnata da una precisa indicazione politica sulle coperture:
"Servono sette miliardi: se non si trovano, si congeli il finanziamento per il riarmo nella Nato (8 miliardi), visto che il presunto nemico appare come nuovo amico di chi ci ha chiesto di aumentare la spesa militare, in un momento in cui chi lavora riesce a fatica ad arrivare a fine mese".
Gli emendamenti su assunzioni, pensioni e condizioni di lavoro
Oltre agli stipendi e allo stop ai tagli, Anief intende proporre la stabilizzazione sul 100% del turnover e sui posti vacanti per docenti e personale ATA, includendo nella richiesta anche i posti di sostegno in deroga.
Tra gli altri interventi annunciati figurano il riconoscimento del burnout scolastico e il riscatto agevolato della laurea, collegati alla richiesta di una possibilità di uscita anticipata dal lavoro.
Il sindacato prepara inoltre una proposta sulla climatizzazione degli edifici scolastici, anche attraverso fondi PNRR, con l’obiettivo di destinare le risorse richiamate nel comunicato al personale, attraverso FMOF, buoni pasto e una carta servizi da 500 euro.
Il confronto nelle assemblee territoriali accompagnerà quindi l’iniziativa parlamentare. La richiesta rivolta al Governo è ritirare i tagli e intervenire su stipendi e assunzioni; in caso contrario, Anief prospetta la mobilitazione.
di La Redazione
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