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Scuola, abuso contratti e precariato nelle scuole statali, FGU: “è triste constatare che la situazione non sia cambiata e che il problema del precariato è lontano dall’essere risolto”

A dieci anni dalla sentenza Mascolo della Corte di Giustizia UE, la FGU denuncia il permanere dell’abuso di contratti a termine nella scuola e il mancato superamento del problema del precariato...

A distanza di dieci anni dalla sentenza “Mascolo” della Corte di Giustizia europea, che aveva già evidenziato l’abuso dei contratti a termine nella scuola italiana, il tema del precariato torna a riaccendersi. La Federazione Gilda Unams sottolinea come le criticità denunciate allora non abbiano trovato una soluzione strutturale, con particolare riferimento alla condizione del personale ATA e al sistema delle supplenze, ancora fortemente segnati da instabilità e mancate tutele.


“Dieci anni fa, il 26 novembre del 2014, con la storica sentenza Mascolo, la Corte di Giustizia europea condannava l’Italia per abuso di precariato nella scuola. La Federazione Gilda Unams fu protagonista di quella sentenza presso la Corte di Giustizia Europea. Dopo un decennio è triste constatare che la situazione non sia cambiata e che il problema del precariato è lontano dall’essere risolto”.


E’ quanto ha dichiarato il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams Vito Carlo Castellana, dopo che la Corte di Giustizia dell’Unione Europea con sentenza del 13 maggio ha nuovamente dichiarato illegittimo l’abuso dei contratti a termine nelle scuole statali, per la violazione dell’accordo quadro europeo sul lavoro a tempo determinato che risale al 1999.

L’accordo impone di rispettare nel precariato almeno uno di questi tre obblighi: ragioni oggettive che giustifichino il rinnovo di un contratto a termine, durata massima totale, numero massimo di rinnovi.


Nessuno di questi obblighi viene rispettato nel sistema di reclutamento degli ATA, anzi il meccanismo delle graduatorie 24 mesi per il ruolo, secondo la Corte, addirittura incentiva il precariato.

“Quello che ribadiamo da sempre, è che bisogna fare in modo che non ci siano posti in deroga, occorre, infatti, trasformare i posti in organico di diritto e cominciare a dare dignità al personale ATA e a tutto il personale della scuola, prima di tutto attraverso retribuzioni adeguate”, ha dichiarato il coordinatore nazionale della Federazione Gilda Unams, Vito Carlo Castellana.

di La Redazione





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