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Posizioni economiche ATA, cosa controllare adesso: provincia corretta, arretrati, incarichi specifici e nuovi scorrimenti

La decorrenza parte dal 1° settembre 2024, ma non per tutti gli eventuali subentranti. Chi si è trasferito deve verificare l’Ufficio competente, mentre resta da chiarire...

Conclusa la procedura selettiva, per il personale ATA comincia una fase meno visibile ma altrettanto importante: quella delle verifiche e dell’attribuzione effettiva del beneficio. La pubblicazione della graduatoria, infatti, non esaurisce tutte le operazioni. Gli Uffici scolastici devono ancora controllare alcune situazioni, correggere gli eventuali errori legati ai trasferimenti e applicare le compensazioni necessarie.


Il primo elemento da chiarire riguarda la decorrenza. Per i beneficiari individuati attraverso la procedura disciplinata dal decreto ministeriale 140 del 2024, la posizione economica avrà decorrenza giuridica ed economica dal 1° settembre 2024. Questo significa che, oltre all’aumento stabile sullo stipendio, saranno riconosciute anche le somme maturate a partire da quella data.

Il riconoscimento interessa anche chi nel frattempo ha lasciato o sta per lasciare il servizio con decorrenza dal 1° settembre 2025 o dal 1° settembre 2026, purché rientri tra i destinatari della posizione economica. Diversa sarà, invece, la situazione di chi entrerà successivamente attraverso uno scorrimento: in questo caso il beneficio decorrerà dalla data in cui si è resa disponibile la posizione.


Chi si è trasferito deve controllare la provincia

Uno dei problemi più frequenti riguarda il personale che, dopo aver presentato la domanda, ha ottenuto il trasferimento in un’altra provincia. La posizione economica deve essere attribuita dall’Ufficio della provincia nella quale il dipendente ha partecipato alla procedura, anche se nel frattempo presta servizio altrove.

Il beneficio seguirà il lavoratore nella nuova sede, ma la gestione della posizione resterà collegata alla provincia nella quale è stata presentata la domanda. Per questo è importante verificare di essere stati inseriti nella graduatoria corretta.



Chi dovesse risultare collocato nella provincia di destinazione anziché in quella nella quale ha partecipato alla procedura non deve presentare una nuova domanda. È opportuno, però, segnalare l’errore attraverso una PEC indirizzata all’Ufficio scolastico competente, mettendo in copia anche l’Ufficio dell’altra provincia.

Nella comunicazione sarà utile indicare:

  • nome e cognome;

  • profilo professionale;

  • provincia nella quale è stata presentata la domanda;

  • provincia di attuale titolarità;

  • posizione occupata nella graduatoria eventualmente pubblicata;

  • richiesta di verifica e rettifica.


Graduatorie del 2008 e 2009: come verificare la propria situazione

Prima di procedere alle nuove attribuzioni dovranno essere definite anche le posizioni del personale ancora presente nelle graduatorie derivanti dagli accordi del 2008 e del 2009. In base alla ricognizione effettuata risultano ancora alcune centinaia di situazioni da completare.

Non esiste, però, un unico elenco nazionale pubblico contenente tutti i nominativi. Le informazioni sono conservate dagli Uffici territoriali che gestirono le precedenti procedure.

Chi ha completato il percorso formativo negli anni 2008 e 2009 e vuole conoscere la propria posizione può presentare una richiesta di accesso agli atti all’Ufficio scolastico della provincia interessata, richiamando gli articoli 22 e seguenti della legge 241 del 1990. Nella richiesta è necessario indicare il periodo nel quale è stata svolta la formazione e chiedere espressamente di conoscere la propria collocazione e l’eventuale diritto all’attribuzione.

Anche per questi beneficiari la decorrenza viene fissata al 1° settembre 2024 e non alla data, molto più lontana, nella quale era stato completato il precedente percorso formativo. Non sono quindi previsti automaticamente arretrati a partire dal 2008 o dal 2009.

Le compensazioni possono recuperare il numero dei beneficiari

Il decreto ministeriale prevede complessivamente 46.297 nuove posizioni economiche. La distribuzione iniziale tra province e profili potrebbe non coincidere perfettamente con il numero dei candidati presenti nelle singole graduatorie.

Può accadere, ad esempio, che per un profilo rimangano risorse inutilizzate, mentre per un altro il numero degli aspiranti sia superiore alle posizioni disponibili. Gli Uffici scolastici regionali potranno utilizzare le compensazioni consentite per riequilibrare le disponibilità, sempre nel rispetto delle risorse complessivamente assegnate.

Questo passaggio potrebbe permettere di recuperare ulteriori posizioni, ma non equivale alla certezza che tutti gli idonei riceveranno il beneficio. Saranno i provvedimenti pubblicati dai singoli Uffici a definire il numero effettivo dei destinatari.

Quando saranno pagati aumento e arretrati?

Al momento non è stato comunicato un calendario ufficiale per il pagamento. Prima di trasmettere i dati necessari, gli Uffici devono completare le verifiche, gestire le posizioni del personale trasferito ed effettuare le eventuali compensazioni.

L’autunno 2026 rappresenta una previsione possibile per le prime attribuzioni e per il successivo pagamento degli arretrati, ma non costituisce ancora una scadenza ufficiale. Sarà quindi necessario attendere le comunicazioni del Ministero, degli Uffici scolastici e di NoiPA.

L’arretrato non sarà uguale per tutti. Dipenderà dalla tipologia di posizione economica, dal profilo professionale e dalla decorrenza riconosciuta. Chi rientra nella prima attribuzione maturerà il beneficio dal 1° settembre 2024; chi subentrerà in seguito a una cessazione lo riceverà, invece, dalla data in cui la posizione si è resa disponibile.

Incarichi specifici e Fondo d’istituto: non sono la stessa cosa

La posizione economica costituisce una maggiorazione stabile dello stipendio destinata alla valorizzazione dell’esperienza professionale. Non determina il passaggio a un’altra area e, con la nuova disciplina, non è automaticamente collegata all’assegnazione di ulteriori incarichi.

Occorre però distinguere tra intensificazione del lavoro e incarichi specifici. I compensi ricevuti attraverso il Fondo d’istituto per attività aggiuntive o per intensificazione non vengono automaticamente sottratti dagli arretrati della posizione economica: si tratta di istituti differenti, con presupposti e fonti di finanziamento diversi.

Più delicato è il rapporto con gli incarichi specifici. La contrattazione d’istituto può tenere conto della posizione economica già posseduta nel determinare compiti e compensi. Resta tuttavia da chiarire in modo uniforme come dovranno essere trattate le somme relative agli incarichi già assegnati e svolti negli anni interessati dalla decorrenza retroattiva.

In assenza di un’indicazione generale, le scuole non dovrebbero applicare automaticamente recuperi o decurtazioni. Le attività effettivamente svolte devono essere valutate sulla base del contratto d’istituto e dell’incarico conferito. Su questo punto sarà necessario attendere un chiarimento specifico che eviti comportamenti differenti da una scuola all’altra.

Ci saranno altri scorrimenti?

Le graduatorie formate in applicazione del decreto 140 restano utilizzabili per il triennio previsto dalla procedura. Ulteriori attribuzioni potranno derivare dalle posizioni che si renderanno disponibili in seguito a pensionamenti, cessazioni, licenziamenti o altre cause.

La decorrenza del beneficio, in questi casi, non tornerà automaticamente al 1° settembre 2024. Se una posizione si libera, ad esempio, dal 1° settembre 2026, il dipendente individuato attraverso lo scorrimento ne beneficerà da quella data.

Per creare in futuro altre posizioni oltre quelle già finanziate saranno invece necessarie nuove risorse. La procedura attuale ha richiesto uno stanziamento di circa 70 milioni di euro: senza un ulteriore intervento finanziario non sarà possibile aumentare stabilmente la platea.

Le ore del corso svolte fuori dall’orario di servizio

Un’ultima questione riguarda le ore dedicate alla formazione. Se il corso è stato seguito fuori dall’orario di servizio, le ore devono essere considerate nell’ambito delle attività formative e potranno essere oggetto di recupero secondo le modalità organizzative definite dalla scuola.

La situazione richiede una valutazione specifica quando la formazione è stata svolta durante un periodo di ferie senza una preventiva comunicazione o autorizzazione. In questi casi non è possibile applicare una soluzione automatica valida per tutti: occorre verificare le circostanze e confrontarsi con il dirigente scolastico e con l’ufficio del personale.

Cosa conviene fare adesso

Il personale interessato non deve presentare una nuova domanda per ottenere la posizione economica. È però consigliabile controllare con regolarità il sito dell’Ufficio scolastico della provincia nella quale si è partecipato alla procedura.

In particolare, bisogna verificare la corretta collocazione in graduatoria, l’eventuale pubblicazione di rettifiche e i successivi provvedimenti di attribuzione. Chi rileva un errore legato al trasferimento non dovrebbe limitarsi ad attendere una correzione automatica, ma può segnalarlo formalmente agli Uffici coinvolti.

Solo dopo la conclusione di questi controlli sarà possibile trasmettere le posizioni al sistema stipendiale e procedere con il riconoscimento dell’aumento e degli arretrati.

di La Redazione


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