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Pensioni: stop ad assegni e maggiorazioni, ecco cosa fare entro il 15 settembre per evitare il blocco

L'INPS avvia i controlli sui requisiti reddituali: sul cedolino di luglio comparirà l'avviso per chi non ha presentato la dichiarazione richiesta. Ecco le prestazioni interessate e come regolarizzare la posizione...

Ricevere un aiuto economico extra, in aggiunta al proprio assegno di base, è un'ancora di salvezza per molte persone anziane, ma questo supporto non è mai garantito per sempre. L'INPS verifica periodicamente la permanenza dei requisiti reddituali richiesti per l'erogazione di alcune prestazioni economiche.

Se l'ente previdenziale non riceve una dichiarazione aggiornata e completa della ricchezza complessiva dell'individuo (che comprende beni mobili e immobili), fa scattare in automatico il blocco dei fondi. Si tratta di un sistema di controllo pensato per assicurare che il denaro pubblico finisca esclusivamente nelle tasche di chi ne ha un effettivo bisogno. Di conseguenza, una semplice dimenticanza o una disattenzione nel dichiarare i propri beni può tradursi rapidamente nella sospensione improvvisa di queste risorse.

La possibilità del taglio incombe su una fascia molto ampia e fragile della popolazione. A rischiare sono, ad esempio, le persone che percepiscono aiuti per l'invalidità civile, per la cecità o il sordomutismo, oltre a coloro che si affidano agli assegni sociali perché sprovvisti di sufficienti contributi lavorativi.


Un taglio che colpirebbe anche chi beneficia di maggiorazioni e integrazioni pensate per sollevare gli assegni più poveri fino a una soglia di dignitosa sopravvivenza. In gioco ci sono anche gli aiuti per il nucleo familiare e alcuni premi economici annuali. L'unico modo per arginare questo blocco è attivarsi per sanare la propria posizione, dimostrando alle autorità di avere ancora tutte le carte in regola per ricevere il sussidio.

A scandire i tempi e i modi di questa procedura è un preciso calendario istituzionale. L'avviso di mancata dichiarazione dei redditi relativi all'anno 2022 (necessari all'Inps e all'Agenzia delle Entrate) comparirà fisicamente sul cedolino di luglio, mese in cui viene erogata anche la quattordicesima.


Per sventare la revoca di prestazioni specifiche come l'Incremento al milione o il Bonus da 154,94 euro, i cittadini hanno tempo tassativamente fino al 15 settembre 2026. Entro questa scadenza bisogna presentare una formale "domanda di ricostituzione per sospensione". L'operazione può essere condotta in via telematica sul portale dell'Inps accedendo con identità digitale (SPID, CIE o CNS), oppure rivolgendosi gratuitamente agli sportelli di un patronato. La verifica dei requisiti reddituali avviene attraverso il modello RED, utilizzato per comunicare all'INPS le informazioni necessarie al mantenimento di specifiche prestazioni assistenziali. Per i cittadini residenti all'estero è previsto il modello RedEst.


di Leandro Castagna



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