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Mobilità Docenti 2026: i sindacati spingono per abbattere tutti i vincoli di sede

Dopo la deroga per il ricongiungimento ai genitori over 65, i sindacati chiedono l’eliminazione dei vincoli di sede: “Ingiusti e inefficaci”...

La questione della mobilità per il personale docente segna un punto di svolta significativo. Una nuova deroga al CCNI Mobilità, che viene inserita nell’emendamento approvato nell’ambito del DL PNRR 2026, sta per diventare legge. La novità principale riguarda i neoassunti, ai quali sarà permesso di usufruire della precedenza per il ricongiungimento al genitore con età superiore ai 65 anni già a partire dalle prossime assegnazioni provvisorie per l’anno scolastico 2026/27.


Si tratta, certamente, di una apertura attesa, che va a scalfire la rigidità dei blocchi triennali, ma intanto i sindacati lo considerano solo il primo passo di una riforma più profonda.

Le sigle sindacali, pure accogliendo questa istanza, mantengono una posizione critica, denunciando l’inefficacia dei vincoli territoriali nel garantire la reale continuità didattica, spesso sacrificata sull’altare di una burocrazia che non tiene conto del contesto socio-economico dei lavoratori della scuola, che è cambiato.


La Federazione Glida Unams punta alla radice del problema, e chiede un cambio netto di paradigma: “Ora però ci aspettiamo che sia abolita ogni forma di vincolo e che sia data la possibilità ai docenti di restare in una scuola, incentivandoli a partire da stipendi adeguati e diritti non negati

Ancora più netta la posizione di Anief, che non utilizza mezzi termini per definire che gli attuali vincoli di restrizioni, i quali legano i neuoassunti alla sede di prima nomina, siano “illegittimi”.

La FLC CGIL ribadisce la propria opposizione e sottolinea come tali limiti non portino benefici qualitativi al sistema dell’istruzione: “I vincoli alla mobilità restano ingiusti e inefficaci: penalizzano il personale, limitano i diritti e non migliorano la qualità della scuola”.


Infine la UIL Scuola ha confermato la necessità di porre al centro la persona e gli affetti, ritenendo che sia indispensabile una tutela maggiore della continuità familiare e personale dei lavoratori.

L'emendamento al DL PNRR rappresenta sicuramente un flusso d’ossigeno immediato per i lavoratori, ma il fulcro si sposta sulla parte normativa del Contratto 2025/26. L’obiettivo finale dei sindacati è di trasformare queste deroghe in diritti veri e propri, eliminando la disagiante logica dei blocchi. Solo la contrattazione potrà conciliare le esigenze dell’amministrazione con le necessità dei lavoratori, che da anni (ormai poco speranzosi) chiedono cambiamenti seri e duraturi.

di LEANDRO CASTAGNA






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