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"Costruire la pace per costruire una nuova umanità" tra le possibili tracce della Maturità 2026 II prova SU (Scienze Umane) . Collegamenti con ONU, UNESCO, Montessori, Kant e Dewey

Dal conflitto tra Russia e Ucraina alle tensioni in Medio Oriente, un possibile percorso interdisciplinare per prepararsi alla seconda prova del Liceo delle Scienze Umane...

L’urgenza di costruire la pace per costruire una nuova umanità.

Viviamo in un tempo in cui la pace non può essere considerata un argomento lontano o astratto. Ogni giorno i notiziari ci mostrano un mondo attraversato da guerre, tensioni internazionali e crisi che coinvolgono milioni di persone.


La guerra tra Russia e Ucraina, iniziata nel 2022, continua ancora oggi a provocare vittime, distruzioni e instabilità nel cuore dell’Europa. Negli ultimi mesi il conflitto ha conosciuto nuove escalation, con attacchi reciproci che hanno colpito città, infrastrutture e civili, dimostrando quanto sia ancora lontana una soluzione definitiva. Anche il Medio Oriente continua a essere attraversato da profonde tensioni. Nel 2026 il confronto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha raggiunto livelli drammatici. Gli attacchi congiunti statunitensi e israeliani contro l’Iran hanno provocato la morte della Guida Suprema iraniana Ali Khamenei e aperto una nuova fase di instabilità regionale, alimentando il rischio di un allargamento del conflitto.


Di fronte a questi scenari emerge una domanda fondamentale: come costruire la pace?

La risposta non può essere soltanto militare o diplomatica. La pace è prima di tutto una costruzione culturale, educativa e morale. Per questo assumono un ruolo fondamentale le grandi organizzazioni internazionali.

L’ONU nasce con l’obiettivo di mantenere la pace e favorire la cooperazione tra gli Stati. L’UNESCO opera attraverso l’educazione, la cultura e la scienza, partendo da un principio semplice ma profondo: se le guerre nascono nella mente degli uomini, è nella mente degli uomini che devono essere costruite le difese della pace. Anche l’Unione Europea rappresenta uno dei più importanti tentativi della storia contemporanea di sostituire la logica dello scontro con quella della collaborazione tra popoli diversi.


In questo contesto assume particolare significato anche il messaggio di Papa Leone XIV. Mentre il mondo chiedeva schieramenti e contrapposizioni, il Pontefice ha richiamato con forza la necessità del dialogo, invitando le parti coinvolte a interrompere la spirale della violenza e a riaprire percorsi di negoziazione. Il Papa ha ricordato che la pace non si costruisce attraverso minacce reciproche o nuove armi, ma attraverso il riconoscimento della dignità di ogni popolo e il ritorno alla diplomazia.

Questi principi trovano importanti riferimenti anche nel pensiero filosofico e pedagogico.

Maria Montessori considerava la pace il risultato di un lungo processo educativo. Secondo la pedagogista italiana non basta intervenire quando il conflitto è già esploso; occorre educare fin dall’infanzia al rispetto, alla collaborazione e alla responsabilità. Per Montessori il bambino è il costruttore dell’uomo e, di conseguenza, educare i bambini significa costruire una società più giusta e più pacifica.


Anche Immanuel Kant, nel celebre scritto Per la pace perpetua, sostiene che la pace non sia un sogno irrealizzabile, ma un obiettivo concreto. Secondo il filosofo tedesco gli Stati devono fondare i loro rapporti sul diritto, sulla cooperazione e sul rispetto reciproco. Kant immagina una comunità internazionale capace di risolvere i conflitti attraverso il dialogo anziché attraverso la guerra.

Un ulteriore contributo arriva da John Dewey. Per il filosofo americano la democrazia non è soltanto una forma di governo, ma uno stile di vita fondato sulla partecipazione e sul confronto.


La scuola deve insegnare a discutere, ascoltare e collaborare. Educare alla democrazia significa educare alla pace, perché chi impara a rispettare l’altro sarà meno incline a considerare il conflitto come unica soluzione.

ONU, UNESCO, Unione Europea, Montessori, Kant e Dewey condividono una convinzione fondamentale: la pace non nasce spontaneamente, ma deve essere costruita ogni giorno attraverso l’educazione, la cultura, il dialogo e il rispetto dei diritti umani.


In conclusione, le guerre che oggi attraversano il mondo dimostrano quanto sia urgente costruire una nuova umanità. Una umanità capace di sostituire la logica della forza con quella della cooperazione, della vendetta con quella del dialogo, della contrapposizione con quella dell’incontro. La pace non è semplicemente assenza di guerra: è una scelta quotidiana che coinvolge istituzioni, scuole, famiglie e cittadini. Solo formando persone consapevoli, responsabili e aperte al confronto sarà possibile costruire un futuro realmente pacifico.

di La Redazione




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