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Interpelli docenti 2026/27, quando scattano e chi può candidarsi: quali sanzioni si rischiano

2 ore fa
Tempo di lettura: 3 min

Gli interpelli arrivano dopo l’esaurimento delle graduatorie di istituto, comprese quelle delle scuole viciniori. Per candidarsi contano soprattutto abilitazione, specializzazione sul sostegno e...

Gli interpelli rappresentano uno degli ultimi strumenti utilizzati dalle scuole per trovare un docente quando le graduatorie non permettono di coprire un posto vacante. Non sono quindi una procedura parallela alle GPS: entrano in gioco quando non è stato possibile individuare un aspirante attraverso i normali canali previsti per l’assegnazione delle supplenze.


Quando si arriva all’interpello

Per le supplenze al 30 giugno o al 31 agosto si parte dalle GPS. Se non ci sono aspiranti disponibili, si passa alle graduatorie di istituto e poi a quelle delle scuole più vicine. Quando anche queste possibilità non consentono di coprire il posto, la scuola può pubblicare un interpello, cioè un avviso rivolto a chi è disponibile ad accettare quella determinata supplenza.

Nell’avviso devono essere indicati gli elementi essenziali dell’incarico, come durata, numero di ore, sede di servizio, requisiti richiesti e termini per presentare la candidatura.

Dove trovare gli interpelli

Gli avvisi vengono pubblicati sul sito della scuola e trasmessi anche all’Ufficio scolastico territoriale. Per chi non ha ottenuto una nomina e vuole cercare nuove opportunità può quindi essere utile controllare con frequenza i portali degli Uffici scolastici delle province di interesse, oltre ai siti delle singole istituzioni scolastiche.


Chi può candidarsi

Nella scelta dei candidati assume particolare importanza il titolo posseduto. La priorità va agli aspiranti con abilitazione per la classe di concorso interessata o, nel caso del sostegno, con la relativa specializzazione. In subordine possono essere considerati coloro che possiedono il titolo di studio valido per l’accesso all’insegnamento.

Per questo, nella candidatura è importante indicare con precisione la laurea e, quando necessari, anche gli esami o i crediti richiesti per avere il titolo di accesso completo. Il solo possesso della laurea, infatti, non sempre è sufficiente.

C’è inoltre un limite preciso: non può partecipare all’interpello chi è già stato individuato come destinatario di un contratto a tempo determinato.


Quali sanzioni si rischiano

Accettare una supplenza da interpello significa sottostare anche alle regole sulle rinunce, sulla mancata presa di servizio e sull’abbandono previste per le altre supplenze.

Il caso più delicato è l’abbandono del servizio. Chi lascia un incarico può perdere la possibilità di ottenere altre supplenze al 31 agosto, al 30 giugno o temporanee per tutto il periodo di validità delle graduatorie, secondo quanto previsto dall’ordinanza.

Le stesse regole valgono anche quando l’incarico è stato ottenuto tramite interpello.

Diverso è il caso di chi sta svolgendo una supplenza temporanea. Se arriva successivamente un incarico al 30 giugno o al 31 agosto, è possibile lasciare il contratto breve per accettare quello più lungo.

Non è invece possibile lasciare una supplenza al 30 giugno soltanto perché ne arriva un’altra al 30 giugno o al 31 agosto.

Gli interpelli possono quindi rappresentare un’ulteriore possibilità per chi è ancora senza incarico, ma prima di accettare è importante valutare bene durata, orario e sede della supplenza, soprattutto quando il contratto arriva fino al 30 giugno.

di Leandro Castagna


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