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INDIRE e TFA, stesso punteggio nonostante percorsi diversi? La provocazione di Pittoni riapre il confronto su accesso, selezione e formazione in presenza

Accesso, selezioni, presenza obbligatoria, costi: cosa cambia tra i percorsi e perché il confronto continua a dividere i docenti


Il dibattito sui punteggi della specializzazione sul sostegno si riaccende dopo le parole del senatore Mario Pittoni, che ha dichiarato:

“Qualcuno che ha speso migliaia di euro per il corso TFA di specializzazione sul sostegno, vorrebbe venissero tolti 12 punti a chi ha potuto accedere al meno oneroso (ma altrettanto valido formando sugli stessi crediti) corso INDIRE sostegno, vantando le tre annualità di esperienza specifica richieste.


Con lo stesso metro dovremmo allora togliere 12 punti pure a chi ha fatto il più agile corso abilitante all'insegnamento da 30 crediti formativi (anche in questo caso grazie ai tre anni di esperienza), invece di quello da 60. Ovviamente la mia è una provocazione. Ma aiuta a capire l'assurdità di certe proposte di chi vorrebbe penalizzare colleghi più esperti. Basta guerre tra poveri! L'egocentrismo fa male all'intera categoria”. Parole che richiamano alla coesione della categoria e mettono al centro l’esperienza maturata sul campo. Ma la questione tecnica resta aperta.

Il TFA sostegno ordinario è un percorso universitario a numero chiuso, con prove preselettive, scritte e orali. L’accesso è contingentato e la frequenza obbligatoria, spesso in presenza, con costi rilevanti e, in molti casi, trasferte di centinaia di chilometri.

Il percorso INDIRE, invece, nasce come canale straordinario riservato a chi può vantare tre anni di servizio specifico sul sostegno. Non prevede le stesse modalità selettive del TFA ordinario e si colloca in una logica di valorizzazione dell’esperienza maturata direttamente in classe.


Il punto non è stabilire quale percorso sia più valido ma interrogarsi su un aspetto diverso: quando modalità di accesso, selezione e organizzazione non coincidono, l’equiparazione del punteggio è una scelta puramente politica o una scelta tecnica?

Sono differenze non marginali, che incidono sulla struttura dei percorsi e alimentano una riflessione che va oltre il semplice confronto economico.

Il dibattito, dunque, non dovrebbe trasformarsi in una contrapposizione tra colleghi, ma restare ancorato a una domanda più ampia: come si bilanciano esperienza, selezione universitaria e omogeneità dei punteggi all’interno dello stesso sistema? È su questo terreno che la discussione può diventare realmente costruttiva.


di LA REDAZIONE





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