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Sostegno, il TAR decide sul ricorso contro i percorsi straordinari INDIRE: verdetto atteso entro un mese

Dopo l'udienza di merito dell'8 luglio 2026, il Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati ribadisce la tutela del legittimo affidamento dei docenti TFA e la difesa...

"Nella giornata dell'8 luglio 2026 si è svolta l'udienza di merito relativa al ricorso promosso dal Collettivo Docenti di Sostegno Specializzati (CDSS) per la tutela del principio del legittimo affidamento dei docenti che hanno conseguito la specializzazione sul sostegno attraverso i percorsi universitari previsti dal DM 249/2010, in relazione agli articoli 6 e 7 del Decreto-Legge 71/2024.

L'udienza si è regolarmente svolta e il Collegio ha trattenuto la causa in decisione. Salvo imprevisti, il deposito della sentenza è atteso entro circa un mese.


Il giudizio rappresenta un passaggio particolarmente significativo in una vicenda che, nel corso degli ultimi due anni, ha assunto anche una rilevante dimensione istituzionale e parlamentare. La disciplina introdotta dal DL 71/2024 è stata infatti oggetto di numerose interrogazioni e iniziative di sindacato ispettivo presentate da esponenti di diversi gruppi parlamentari, a testimonianza delle diffuse perplessità suscitate dai percorsi straordinari di specializzazione e dalle possibili ricadute sul sistema della formazione universitaria.


Già durante l'iter di conversione del decreto-legge, tra giugno e luglio 2024, l'On. Irene Manzi (Partito Democratico) presentò l'interrogazione in Commissione Cultura n. 5-02432, contestando l'introduzione dei percorsi straordinari INDIRE da 30 CFU e denunciando il rischio di una svalorizzazione del sistema universitario e di una disparità di trattamento rispetto ai percorsi ordinari TFA. Nella stessa fase parlamentare furono inoltre presentati emendamenti soppressivi e modificativi degli articoli 6 e 7 del decreto, finalizzati a salvaguardare il modello universitario di formazione dei docenti di sostegno.


Il 6 dicembre 2024, l'On. Elisabetta Piccolotti presentò l'interrogazione a risposta scritta n. 4-03942, chiedendo chiarimenti sugli effetti della disciplina introdotta dal DL 71/2024.

Pochi giorni dopo, l'On. Irene Manzi depositò l'interrogazione a risposta scritta n. 4-03156, dedicata alla gestione dei titoli di specializzazione conseguiti all'estero e alle procedure transitorie previste dal decreto, evidenziando le criticità derivanti dalle sanatorie e dalle modalità di accesso ai nuovi percorsi.


Il 9 gennaio 2025, l'On. Antonio Caso (Movimento 5 Stelle) presentò l'interrogazione in Commissione n. 5-03290, raccogliendo le preoccupazioni espresse dai docenti specializzati TFA ordinario e chiedendo al Ministro dell'Istruzione chiarimenti sui criteri di accesso semplificati ai nuovi percorsi e sul possibile impatto della riforma sulla qualità dell'inclusione scolastica.

Il 27 marzo 2025, anche l'On. Andrea Pastorino intervenne con l'interrogazione in Commissione n. 5-03799, sollecitando il Governo a fornire chiarimenti sulle criticità emerse dall'applicazione del decreto.


Da ultimo, il 27 maggio 2026, l'On. Irene Manzi presentò l'interrogazione a risposta scritta n. 4-08034, tornando a chiedere al Governo risposte puntuali sulle conseguenze della disciplina introdotta dal DL 71/2024.

Nonostante il numero e la trasversalità delle iniziative parlamentari, ad oggi non risultano ancora pervenuti riscontri alle interrogazioni a risposta scritta. Anche nel corso del giudizio amministrativo il Collegio ha pertanto potuto procedere alla valutazione della controversia esclusivamente sulla base degli atti depositati e delle argomentazioni formulate dalle parti.


Il ricorso promosso dal CDSS nasce dalla volontà di tutelare il principio del legittimo affidamento dei docenti che hanno investito nella formazione universitaria prevista dalla normativa vigente, ma rappresenta anche una più ampia difesa della qualità del sistema di formazione degli insegnanti di sostegno e, conseguentemente, del diritto allo studio degli alunni con disabilità.

La professionalità del docente di sostegno è il risultato di un percorso universitario rigoroso, caratterizzato da prove selettive, attività di tirocinio, laboratori e formazione specialistica costruita su solide competenze pedagogiche, didattiche e inclusive.


Migliaia di docenti hanno affrontato questo percorso investendo tempo, risorse economiche, energie personali e professionali, nella consapevolezza dell'importanza della funzione educativa che sarebbero stati chiamati a svolgere. È un patrimonio di competenze che merita di essere valorizzato e tutelato.

Per il CDSS tale patrimonio rappresenta un valore fondamentale per la scuola italiana. Investire nella formazione significa investire nella qualità dell'inclusione. Le esigenze del sistema scolastico possono essere affrontate attraverso percorsi formativi solidi, qualificanti e coerenti con gli standard universitari, capaci di preparare professionisti dell'inclusione e di garantire agli studenti con disabilità un sostegno competente, stabile e qualificato.


Il Collettivo rinnova la propria fiducia nell'operato della Presidente e del Collegio, confidando che nella decisione vengano attentamente valutati i principi del legittimo affidamento, della certezza del diritto e della tutela dei percorsi universitari di specializzazione previsti dal DM 249/2010.

Non appena la sentenza sarà pubblicata, il CDSS informerà tempestivamente tutti i docenti sugli sviluppi del giudizio e sulle eventuali iniziative conseguenti.

Il Collettivo continuerà a seguire con responsabilità e spirito costruttivo ogni fase della vicenda, ribadendo un principio che ha guidato fin dall'inizio la propria azione: tutelare la formazione significa tutelare l'inclusione; tutelare l'inclusione significa garantire il diritto allo studio di ogni studente".

di La Redazione



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