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Gesù è la luce che illumina il cuore dell’uomo. Dal cieco nato alla fede, il cammino che porta dalle tenebre alla vera luce

Nell’omelia della quarta Domenica di Quaresima la guarigione del cieco nato diventa il segno di un percorso interiore: aprire gli occhi del cuore e riconoscere Cristo come luce della vita...

Di Don Vincenzo Carnevale

Gesù, Luce che scende dall’alto, che ci è donata dal Padre, che penetra nel nostro cuore e nella nostra vita, ci illumina, vivifica e ci fa figli di Dio e ci salva attraverso la luce e gloria della Sua morte e risurrezione. Gesù, luce che vince le tenebre, oggi,  vede un uomo cieco dalla nascita, gli ridona la vista e accende in lui  la luce della fede.

Il “vedere la luce”, nella Bibbia, significa vedere Dio! Possiamo, ora, meglio comprendere come il nostro cammino di fede, speranza e carità, non può fermarsi a tappe intermedie, non deve accontentarsi dei traguardi provvisori, ma deve tendere verso l’intimità con il Signore, Luce del mondo, che lo illumina e lo libera dalle tenebre che lo avvolgono. Oggi Gesù, Luce e Verità, ci insegna come passare dalle tenebre del peccato, dall’incredulità e durezza del cuore, alla Luce, che esige piena disponibilità, apertura incondizionata alla grazia del lasciarsi guarire e perdonare.

Gesù vede la nostra cecità, si commuove, ci guarisce, dialoga, suscita in ciascuno di noi la meraviglia per quanto opera, con potenza e amore, ci  fa vedere la strada della vita e ci apre alla professione di fede (Vangelo). Cristo, Luce del mondo, da tenebra che eravamo, ci ha resi “luce del Signore” e, per questo, ci chiede  di “svegliarci” e di uscire dalle tenebre delle nostre iniquità, per comportarci da “figli della luce” e portare i suoi frutti di “bontà, giustizia e verità” (seconda Lettura).

La prima Lettura pone in contrapposizione il nostro modo di pensare e di agire: mentre noi  fondiamo le nostre scelte, tenendo conto delle apparenze, il Signore, invece, guarda il cuore e sceglie e consacra Davide a guidare il Suo popolo e, alla pienezza dei tempi, manda  il Figlio Suo, Pastore del Suo gregge, perché lo guidi e lo conduca ai pascoli della vita eterna (Salmo). Le ultime tre Domeniche di Quaresima, prima delle Palme, attraverso le  tre tappe rivelative del Figlio dell’uomo  (Gesù e la samaritana, Gesù che fa vedere il cieco nato e Gesù che ridona la vita a Lazzaro), scandiscono i passaggi necessari e le tappe fondamentali che conducono alla vita di fede, con tre segni fondamentali: Domenica scorsa, fede e acqua; oggi, fede e luce; Domenica prossima, fede e vita.

La “Domenica del cieco nato” presenta Cristo come Luce del mondo. Il Vangelo interpella ciascuno di noi: “Tu, credi nel Figlio dell’uomo?”. “Credo, Signore!” (Gv 9,35.38), afferma con gioia il cieco nato, facendosi voce di ogni credente. La guarigione del cieco nato è “il segno” con cui  Cristo risorto, insieme alla vista, vuole aprire il nostro sguardo interiore, perché la nostra fede diventi sempre più profonda e possiamo riconoscere in Lui l’unico nostro Salvatore, la Luce che illumina e vince tutte le oscurità della nostra vita e ci rende “figli di Dio” e “figli della luce”, chiamati ad illuminare e attrarre i fratelli alla vera Luce senza tramonto: Cristo  Risorto.



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