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Crepet: "I grandi sono fragili, i cretini no". La vera forza nasce quando smettiamo di nascondere il dolore

"È nell'esatto momento in cui ci si riconosce fragili che inizia il vero cambiamento, perché non permettiamo più di farci manovrare dal senso di vergogna, ma diventiamo padroni di..."

"I grandi sono fragili, i cretini no". Una frase forte, d'effetto, quasi provocatoria per sottolineare come sempre più spesso tendiamo a nascondere, proviamo un senso di vergogna, verso ciò che ci fa soffrire pur di mostrarci invincibili. Poche ma di impatto le parole utilizzate da Paolo Crepet, che continua il suo intervento affermando: "Chi ammette la propria fragilità ha già quasi risolto il problema che ha generato la sua fragilità".

È nell'esatto momento in cui ci si riconosce fragili che inizia il vero cambiamento, perché non permettiamo più di farci manovrare dal senso di vergogna, ma diventiamo padroni di una vita che fino a poco tempo prima non riuscivamo a vivere perché eravamo bloccati. "La fragilità è una sorta di autocura. Se tu ammetti la tua debolezza allora vuol dire che sei forte. Se tu la respingi vuol dire che sei debole". È nella consapevolezza che viene custodita la nostra forza. Accettarci per i pregi è semplice, ma è per quelli che a noi sembrano difetti che intraprendiamo un vero e proprio percorso di rinascita.

Anche perché non guardare in faccia le nostre fragilità produce degli effetti negativi sul nostro modo di vivere ed interpretare la vita: "puoi fare anche delle cose sbagliate, come prendertela con gli altri invece che con te stesso, prendertela col mondo invece che tirarti su le maniche".

Quando non ammetti la tua debolezza, ogni occasione è quella giusta per giudicare l'altro o giudicare una situazione che deve, per forza di cose, apparire cattiva. L'altro riesci a comprenderlo, quindi a non giudicarlo più, solo quando sei passato attraverso la tua sofferenza o fragilità.

Per metterti in gioco davvero, buttarti nelle situazioni a capofitto, occorre necessariamente aver imparato ad essere fragile e forte allo stesso tempo. Fragile per tutto ciò che non abbiamo deciso di vivere, ma risulta essere per noi travolgente, e forte per rialzarci dopo un'eventuale caduta. Perché cadere non ci fa sentire solo il dolore, ma ci permette di scoprire quanto in alto possiamo arrivare.

E tu, lettore che ci segui, hai mai provato vergogna per una tua fragilità? Quando sei riuscito ad accettarti davvero?

Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.


di Natalia Sessa

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