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15enne in coma etilico durante la gita scolastica, il CNDDU: “I docenti non possono essere semplici sorveglianti”

Episodi come quello avvenuto durante il viaggio d’istruzione a Ostuni impongono una riflessione sulle nuove fragilità adolescenziali e sulle responsabilità affidate alla scuola...

Una ragazza di 15 anni finita in coma etilico durante un viaggio d’istruzione riporta al centro una domanda sempre più delicata: la scuola è stata lasciata sola di fronte alle nuove fragilità adolescenziali? Dopo il caso avvenuto a Ostuni, il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani invita a riflettere non soltanto sull’episodio in sé, ma anche sulle responsabilità educative e sociali che oggi gravano su docenti e famiglie.


"Il CNDDU esprime profonda preoccupazione per il recente episodio verificatosi durante un viaggio d’istruzione a Ostuni, nel corso del quale una studentessa quindicenne è stata ricoverata per coma etilico in seguito all’assunzione di bevande alcoliche.

Pur accogliendo con sollievo la notizia del superamento della fase di emergenza sanitaria, riteniamo necessario che il dibattito pubblico non si limiti alla sola dimensione episodica o alla ricerca immediata di responsabilità individuali, ma si apra a una riflessione più ampia sulle trasformazioni educative, sociali e relazionali che attraversano il mondo giovanile contemporaneo.


Le dichiarazioni della dirigente scolastica coinvolta, la quale ha ricordato come i docenti non possano essere assimilati a figure di mera sorveglianza, richiamano una questione centrale che riguarda oggi l’intero sistema scolastico. Agli insegnanti vengono affidate responsabilità educative, civili e giuridiche sempre più complesse, spesso senza adeguati strumenti di supporto, senza un riconoscimento professionale proporzionato e in assenza di un sistema strutturato di tutela.

I viaggi d’istruzione costituiscono una componente fondamentale del percorso formativo degli studenti. Essi rappresentano occasioni preziose di crescita culturale, relazionale e civile, nelle quali gli alunni sperimentano autonomia, convivenza, responsabilità condivisa e confronto con il patrimonio storico, artistico e umano del territorio. Proprio per il loro elevato valore educativo, tali esperienze richiedono oggi una rinnovata attenzione pedagogica e organizzativa.



Il crescente manifestarsi, tra gli adolescenti, di comportamenti a rischio non può essere interpretato esclusivamente come espressione di trasgressione o superficialità. Le più autorevoli riflessioni pedagogiche e sociologiche evidenziano come molte fragilità giovanili maturino all’interno di contesti segnati da precarietà relazionale, impoverimento emotivo, iper-esposizione digitale e progressiva dissoluzione dei tradizionali punti di riferimento educativi.

La scuola italiana si trova così a svolgere, oltre alla propria funzione culturale e formativa, anche un ruolo di presidio sociale, psicologico e relazionale. Tuttavia, a tale ampliamento delle responsabilità non è corrisposto, negli anni, un adeguato investimento strutturale sul benessere scolastico, sulla formazione relazionale e sul sostegno alle comunità educanti.


Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene pertanto necessario promuovere una nuova visione educativa fondata sulla corresponsabilità istituzionale e sociale. Appare sempre più urgente rafforzare l’educazione affettiva ed emotiva, consolidare la presenza stabile di figure professionali specializzate nel supporto psicologico, valorizzare la formazione relazionale degli studenti e garantire ai docenti accompagnatori adeguate tutele normative, assicurative ed economiche.

Occorre inoltre superare una concezione esclusivamente emergenziale dell’azione educativa. L’esperienza scolastica, e in particolare quella dei viaggi d’istruzione, dovrebbe essere ripensata come occasione strutturata di educazione alla cittadinanza, alla responsabilità, alla gestione consapevole della libertà e alla costruzione di relazioni sane e rispettose.


In tale prospettiva, il CNDDU propone l’avvio sperimentale di percorsi nazionali di “Cittadinanza Emotiva e Responsabilità Collettiva”, finalizzati a promuovere, attraverso metodologie innovative e interdisciplinari, la consapevolezza emotiva, la cultura della prevenzione, la gestione del conflitto, il rispetto reciproco e la partecipazione attiva alla vita della comunità scolastica.

Riteniamo altresì fondamentale favorire la costruzione di una più ampia alleanza educativa tra scuola, famiglie, istituzioni, università, servizi territoriali e realtà associative, affinché il compito educativo possa essere condiviso e sostenuto da una rete stabile di corresponsabilità.


Ogni docente che accompagna studenti in un viaggio d’istruzione assume una responsabilità educativa di straordinaria rilevanza, spesso affrontata con spirito di servizio, dedizione e senso delle istituzioni. A tutti gli insegnanti che continuano a svolgere tale compito con equilibrio, professionalità e impegno va il nostro sincero apprezzamento.

Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ribadisce infine la necessità di restituire centralità alla funzione educativa della scuola, promuovendo un modello culturale fondato non sulla mera logica del controllo, ma sulla costruzione di relazioni significative, sul dialogo intergenerazionale e sulla responsabilità condivisa dell’intera comunità educante".

di La Redazione





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