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Docenti e ATA: oltre 10 milioni di euro di risarcimenti con i ricorsi Anief nei primi quattro mesi del 2026, Pacifico: “la scuola italiana deve cambiare le norme organizzative su cui si poggia”

Nel solo mese di aprile oltre 700 sentenze favorevoli ai lavoratori della scuola hanno portato a 2,1 milioni di euro di risarcimenti, mentre nei primi quattro mesi del 2026 il totale supera i 10 milioni grazie all’attività...

"Un altro mese di risarcimenti record, con oltre 2 milioni di euro incassati dai lavoratori della scuola grazie all’Anief e all’operato dei suoi legali: il computo sindacale del mese di aprile ci dice che sono state portate a termine oltre 700 sentenze, che hanno portato ai docenti, educatori e Ata ricorrenti 2 milioni e 126mila euro complessivi. Una somma che porta la somma dei risarcimenti assicurati dal giovane sindacato Anief ad oltre 10 milioni di euro nei soli primi quattro mesi del nuovo anno (frutto di 3.344 sentenze vinte).


“Questo salto in avanti impressionante - commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – ci dice almeno due cose: la prima è che la scuola italiana deve cambiare le norme organizzative su cui si poggia, perché non è possibile che per avere giustizia il personale debba essere costretto ad avviare un contenzioso con la sua amministrazione. Inoltre, questi dati ci inorgogliscono e ci spingono ad andare avanti con sempre maggiore convinzione nella nostra azione quotidiana di supporto ai lavoratori del comparto Istruzione e Ricerca, sia con attività giudiziarie sia di tipo proponente in fase politica, sia come sindacato rappresentativo che fa sentire la sua voce negli istituti scolastici, a livello di amministrazione territoriale e centrale.


Oltre che, ovviamente, in sede di confronto con la parte pubblica presso l’Aran. Quello che possono dire - conclude Pacifico - è semplicemente: avanti così!”.

Ma perché i dipendenti della scuola si rivolgono al giudice del lavoro? Le motivazioni sono diverse. Come la mancata monetizzazione delle ferie per tutti i precari con supplenza fino al 30 giugno, che si vedono cancellare i giorni, anche di festività soppresse, senza che siano mai stati invitati ad utilizzarli.


Ci sono poi le supplenze “brevi e saltuarie”, che comportano stipendi più bassi perché privi di Rpd (per i docenti) e Cia (per il personale Ata), le mancate assegnazione della Carta del docente anche ai supplenti, la ricostruzione di carriera che non prevede totalmente i periodi di pre-ruolo o quelli svolti negli istituti paritari. Per non parlare dei mancati trasferimenti di sede o delle negate assegnazioni provvisorie anche in presenza di posti liberi destinati a supplenza.

Tutti gli interessati ad avere chiarimenti sui ricorsi Anief possono collegarsi con la sezione internet del sindacato (cliccare qui) oppure rivolgersi direttamente alla sezione sindacale Anief più vicina (cliccare qui)".

di LA REDAZIONE





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