Gesù: “Se qualcuno vuole venire dietro di me, rinneghi se stesso, prenda la sua Croce e mi segua" (Omelia del 30 agosto 2026)
- La Redazione

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"Noi “la croce” la identifichiamo con il dolore, il fallimento, l’umiliazione, la sconfitta, la fine di ogni speranza! Nel Disegno salvifico di Dio, che..."

Di Don Vincenzo Carnevale
Chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà Dio continua a chiamare fino all’ultimo nostro respiro! Bisogna essere attenti e disponibili all’ascolto e sempre pronti e disposti a ripartire, ad uscire dai nostri progetti per andare dove il Signore ci chiama. La vocazione non finisce mai! La vita è una continua vocazione nella vocazione! La “Vocazione” non la si può definire, si può solo descrivere e raccontare! Resta mistero e la si può, solo in parte, capire e comprendere e solo se la si guarda dalla fine del suo compimento! Come la vita: solo la morte la illumina di risurrezione e la riempie di significato e di senso! La vocazione quotidiana nella vocazione fondamentale.
Ogni vocazione è misteriosamente dono di Dio e nostra responsabilità! Ogni chiamata di amore esige una nostra gioiosa e libera risposta, piena di riconoscenza, responsabilità e fedeltà! A Geremia, a Pietro, ad Abramo, ai Patriarchi e ai Profeti, non è bastata una prima Chiamata, alla quale hanno risposto con entusiasmo e prontezza! Anche noi siamo “richiamati” in ogni istante e stagione della nostra vita, ad una nuova vocazione e dobbiamo ri-cominciare a ricomprendere con più consapevolezza la nostra fedeltà nella Sequela! La Parola di Dio che ascoltiamo e accogliamo, costituisce una continua vocazione nella “vocazione battesimale” e provoca una risposta-conversione specifica alla sequela e nel permanente discepolato.
Nell’uomo Geremia, leggo la sua amara ‘confessione’ “mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre”, non come ribellione violenta contro Dio, ma, quale vera e propria dichiarazione di amore da parte di chi, liberamente a questo Amore, che lo previene, si consegna! Dio, infatti, non fa violenza con il Suo amore! Non si impone, ma si propone! Dio non fa violenza alla tua libertà: ti conquista con il Suo Amore, suaviter et fortiter!
Anche Geremia, come Pietro e tutti i discepoli di ieri e di oggi, deve crescere ancora, deve capire che la sua missione è quella di portare e servire la Parola, deve imparare ad essere solo “voce” e “portavoce” fedele del Signore, solo servo della Sua Parola e non pretendere di vederne personalmente i frutti immediati! I modi e i tempi dei frutti appartengono solo a Dio sapiente e misericordioso. Oggi, insieme con Geremia, Pietro e gli altri discepoli, tutti riceviamo, una Nuova Vocazione (ulteriore chiamata) ad uscire e ad abbandonare la superficialità nell’ascolto, la logica del “fuoco di paglia” nella vocazione e della mediocrità nella sequela!
Oggi e sempre, la Parola di Dio deve essere per ciascuno di noi, e riaccendere nel nostro cuore quel “fuoco ardente”, incontenibile e purificante, che deve indurci a una conversione da una fede disimpegnata e di sola facciata, per entrare nella logica della Croce, la vera e radicale Sequela del discepolo che si pone e cammina “dietro” Gesù”! Noi “la croce” la identifichiamo con il dolore, il fallimento, l’umiliazione, la sconfitta, la fine di ogni speranza! Nel Disegno salvifico di Dio, che Cristo, Suo figlio obbediente fino alla morte, ha compiuto donando la Sua vita, la Croce è supremo segno di Amore totale del Padre e del Figlio per noi peccatori, Salvezza definitiva, gloriosa Esaltazione e Vittoria definitiva sul peccato e sulla morte!
Per te, lettore che ci segui, che cosa significa oggi perdere la propria vita per seguire Gesù? Hai mai sentito una nuova chiamata capace di farti uscire dai tuoi progetti e ricominciare?
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la nostra croce la portiamo ogni giorno per andare al lavoro ci basta...
Aiutaci Signore a consacrarsi ogni giorno di più. Spirito Santo porta a compimento la Tua opera iniziata in noi. Amen
Oggi io madre perdo la mia vita tutti i giorni con i miei cinque figli per seguire Gesù nel cammino verso la vita eterna