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Estero, ANIEF: soppressione della Direzione generale per la promozione della cultura italiana all’estero, trasferimento del personale alla DGIT e criticità su risorse e sistema scolastico

ANIEF Estero denuncia il declassamento della diplomazia culturale, la carenza di risorse per il contingente scolastico e i ritardi nelle procedure di reclutamento, chiedendo un intervento strutturale sul sistema della scuola italiana all’estero.

Il settore della promozione della lingua e della cultura italiana all’estero vive un momento critico. Anief denuncia le recenti scelte del Ministero degli Affari Esteri, che ha di fatto declassato il ruolo del personale scolastico, unendole a una carenza di fondi ferma al 2020. I tagli agli organici, i ritardi sistemici nei bandi e le emergenze negli istituti spingono il sindacato a chiedere al Governo risorse immediate e un confronto per riformare il settore. Ecco il testo integrale:


"Il settore della promozione della lingua e della cultura italiana all’estero sta attraversando una fase critica che non può più essere ignorata. Le recenti scelte operate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) segnano un cambio di rotta preoccupante e, a nostro avviso, profondamente penalizzante.


La soppressione della Direzione Generale per la promozione della cultura italiana all’estero e il conseguente trasferimento del personale scolastico dalla DGDP alla DGIT rappresentano un evidente declassamento.

Il personale della scuola all’estero era parte integrante della diplomazia culturale italiana, svolgendo un ruolo strategico nella diffusione della lingua e della cultura nel mondo.


Con la riorganizzazione del MAECI, questo personale viene invece collocato all’interno della DGIT, struttura che si occupa prevalentemente di servizi agli italiani all’estero e alle comunità emigrate. Si tratta di un passaggio che segna una svolta in negativo: dalla diplomazia culturale a una funzione amministrativa di servizio agli emigrati, con una perdita evidente di riconoscimento, centralità e visione strategica.


A questo si aggiunge una cronica insufficienza di risorse. Dal 2020 i fondi stanziati nel bilancio del MAECI per il mantenimento del contingente scolastico all’estero sono rimasti invariati. Nel frattempo, però, sono aumentati, giustamente, i coefficienti di sede, con un conseguente incremento dei costi (ISE, MAB, trasporto masserizie, ecc.). Il risultato è sotto gli occhi di tutti: le risorse non sono più sufficienti a garantire le 674 unità previste dal D.Lgs. 64/2017. Già lo scorso anno si è registrato il taglio di 8 posti e il mancato utilizzo di circa 20 unità, lasciate inattive proprio per mancanza di fondi.


Non meno gravi sono le criticità irrisolte in alcune realtà scolastiche, come il Liceo italiano statale IMI di Istanbul, oggi in forte difficoltà a causa dello sciopero dei docenti locali. Una situazione che si trascina da mesi, mettendo seriamente a rischio la validità dell’anno scolastico in corso e la stessa sopravvivenza dell’istituto. In questo contesto, l’azione del Ministro degli Affari Esteri appare, se presente, del tutto insufficiente e inconcludente.


Ulteriore elemento di criticità è rappresentato dal ritardo sistematico nella pubblicazione del bando per la selezione del personale docente da destinare all’estero. Una prassi che, anno dopo anno, compromette la possibilità di avere i docenti in servizio già dai primi giorni di settembre, con evidenti ripercussioni sulla qualità dell’offerta formativa.

A ciò si aggiunge la totale assenza di volontà politica nel riformare il D.Lgs. 64/2017, una norma che ha dimostrato nel tempo tutti i suoi limiti e la sua inefficacia.


"Tutti questi segnali, afferma il capo dipartimento Anief estero, Salvatore Fina, delineano un quadro di progressivo disimpegno verso un settore strategico per il Paese. Per questo motivo, ANIEF lancia un forte allarme sulla reale volontà politica di sostenere la promozione della lingua e della cultura italiana nel mondo, ciò che noi continuiamo a definire, con convinzione, diplomazia culturale italiana”.

La Patria, come spesso ricordano i più autorevoli rappresentanti di questo Governo, è prima di tutto cultura, lingua, conoscenza, scuola. Non può ridursi a una visione fatta solo di armi e affari.


E se vogliamo valutare l'investimento all'estero in promozione culturale è risaputo che ogni euro investito nella diplomazia culturale è un investimento sul futuro dell’Italia. Il Governo non si dimostri miope: aumenti le risorse, rafforzi il sistema e apra finalmente un confronto serio con le Organizzazioni Sindacali.

ANIEF Estero c’è, con le sue proposte, le sue competenze e la ferma volontà di rilanciare un settore che, senza interventi strutturali e coraggiosi, è destinato a un lento ma inesorabile declino".

di LA REDAZIONE





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