Edilizia scolastica, la Corte dei conti: oltre il 56% degli edifici è senza certificato di agibilità e miliardi di fondi restano inutilizzati
- La Redazione

- 2 ore fa
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La Corte dei conti fotografa le criticità dell’edilizia scolastica: oltre il 56% degli edifici è senza certificato di agibilità, mentre...

"La Relazione della Corte dei conti sul Rendiconto generale dello Stato 2025, afferma la FLC CGIL, consegna una fotografia estremamente preoccupante dello stato dell’edilizia scolastica italiana. Nonostante la sicurezza degli edifici sia indicata tra le priorità strategiche del Ministero dell’Istruzione e del Merito, i dati raccontano una realtà ben diversa: diminuiscono gli investimenti iniziali, si accumulano miliardi di risorse non spese e migliaia di scuole continuano a presentare gravi carenze nelle certificazioni di sicurezza.
Una fotografia che conferma quanto la FLC CGIL denuncia da tempo: la sicurezza delle scuole continua a non essere affrontata con la continuità e gli investimenti necessari, mentre il sistema fatica a trasformare le risorse disponibili in interventi concreti.
Meno investimenti proprio sulla sicurezza
Il primo elemento evidenziato dalla Corte riguarda il ridimensionamento degli investimenti. Gli stanziamenti iniziali destinati agli investimenti si riducono infatti di 307 milioni di euro (-20% rispetto al 2024) e il Fondo unico per l’edilizia scolastica registra una riduzione di 204 milioni di euro.
Successivamente, nel corso dell’anno, le risorse vengono in parte reintegrate attraverso variazioni di bilancio fino a raggiungere uno stanziamento definitivo di 1,24 miliardi per il programma “Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole”, ma questo non basta a superare le criticità nella gestione della spesa.
Migliaia di scuole ancora senza le principali certificazioni
La parte forse più allarmante della relazione riguarda lo stato del patrimonio edilizio scolastico.
L’aggiornamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica restituisce un quadro che evidenzia ritardi accumulati da anni:
quasi 19.400 edifici, pari a oltre il 41%, risultano ancora privi del certificato di collaudo statico;
26.569 edifici, cioè oltre il 56%, non dispongono del certificato di agibilità;
più di 30.400 edifici, pari a circa il 65%, sono dotati soltanto di una certificazione parziale di prevenzione incendi.
Numeri che dimostrano quanto il tema della sicurezza degli edifici scolastici sia ancora lontano dall’essere risolto e che confermano la necessità di un piano straordinario di messa in sicurezza e di adeguamento del patrimonio scolastico."
Il paradosso: i fondi ci sono, ma restano bloccati
È però nella gestione delle risorse che emerge il dato forse più significativo dell’intera relazione.
Il programma "Edilizia scolastica e sicurezza nelle scuole" dispone nel 2025 di una massa spendibile di quasi 4,9 miliardi di euro, ma riesce ad effettuare pagamenti per appena 1,3 miliardi, con una capacità di spesa ferma al 26%.
La conseguenza è che quasi tutta la spesa non utilizzata del Ministero si concentra proprio sull’edilizia scolastica:
472 milioni di euro di economie di bilancio riguardano questo programma;
di questi, 456 milioni fanno riferimento al solo Fondo per gli interventi di edilizia.
Ancora più significativo è il peso dei residui: il 74,3% dei residui passivi dell’intero Ministero si concentra proprio nel programma dedicato all’edilizia scolastica, con 2,3 miliardi di euro ancora fermi nel Fondo unico per l’edilizia, afferma il sindacato.
Le cause strutturali individuate dalla Corte
La Relazione non si limita a fotografare il problema, ma ne individua anche alcune delle cause principali. In primo luogo emerge la difficoltà degli enti locali, chiamati ad attuare gli interventi. Molti Comuni, soprattutto quelli di minori dimensioni, non dispongono delle professionalità tecniche e amministrative necessarie per progettare, affidare e seguire i lavori. Senza personale qualificato, le procedure rallentano, i cantieri non partono e le risorse rimangono inutilizzate.
A questo si aggiunge il peso degli adempimenti legati all’aggiornamento dell’Anagrafe dell’edilizia scolastica. La necessità di ricostruire la situazione documentale degli edifici, verificare le certificazioni mancanti e aggiornare costantemente le banche dati rappresenta un ulteriore aggravio organizzativo, particolarmente gravoso per gli enti più piccoli.
Nemmeno gli investimenti finanziati dal PNRR risultano immuni da queste difficoltà. La stessa necessità di introdurre norme che consentano anticipazioni fino al 90% dei finanziamenti prima della conclusione dei lavori testimonia quanto sia complesso garantire la liquidità necessaria ai cantieri e accelerare gli interventi, afferma la FLC CGIL.
La sicurezza non può aspettare
La fotografia restituita dalla Corte dei conti conferma una contraddizione ormai evidente: mentre si riducono gli investimenti iniziali destinati all’edilizia scolastica, il sistema continua a non essere in grado di spendere tempestivamente le risorse già disponibili.
La sicurezza delle scuole non dipende più soltanto dall’entità dei finanziamenti stanziati. Il vero nodo è la capacità di trasformare quelle risorse in edifici sicuri, accessibili, efficienti e adeguati alle esigenze di studenti e lavoratori.
È la stessa richiesta che la FLC CGIL continua a sostenere da anni: servono investimenti stabili, ma anche un rafforzamento della capacità progettuale e amministrativa degli enti locali, procedure più efficaci e un piano strutturale che affronti finalmente l’emergenza dell’edilizia scolastica come una priorità nazionale", conclude il sindacato".
di La Redazione
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