Carta docente e precari, 150 milioni di euro tra ricorsi e risarcimenti. Anief: "Continuiamo a difendere i diritti degli insegnanti"
- La Redazione

- 2 ore fa
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Il Ministero dell’Istruzione replica ai dati sul crescente contenzioso scolastico: negli ultimi anni migliaia di ricorsi hanno riguardato soprattutto Carta docente...

Negli ultimi tre anni le spese legali sostenute dal Ministero dell’Istruzione hanno raggiunto i 150 milioni di euro, con una media di circa 50 milioni all’anno. A scriverlo è stato il Ministero dell’istruzione e del Merito replicando ad alcuni dati allarmanti, riportati da un quotidiano, sull’elevato contenzioso che si è instaurato negli ultimi anni, a seguito dei ricorsi crescenti prodotti dai dipendenti, soprattutto precari per il mancato accesso alla Carta del Docente, con altissimi costi per lo Stato.
LA REPLICA DEL SINDACATO
“Quelli pubblicati dal Ministero – replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – sono dati che non ci sorprendono, perché quasi un terzo dei 150 milioni di euro di risarcimento prodotto dall’amministrazione, a seguito di sentenza del giudice del lavoro, riguardano ricorsi prodotti dal sindacato Anief: solo lo scorso mese di aprile sono oltre 2 i milioni di euro incassati dai lavoratori della scuola grazie al nostro giovane sindacato e all’operato dei nostri legali. Una somma che porta la somma dei risarcimenti assicurati dal giovane sindacato Anief ad oltre 10 milioni di euro nei soli primi quattro mesi del nuovo anno (frutto di 3.344 sentenze vinte)”.
Secondo Walter Miceli, legale esperto di contenzioso scolastico, “è bene che il personale scolastico abbia consapevolezza dei propri diritti. È bene, quindi, che tutti i lavoratori della scuola, anche il personale Ata, siano a conoscenza che il sindacato Anief ha attivato un servizio di consulenza gratuita: si chiama Campagna Screening Non un euro di meno”, una modalità con cui si intende verificare se nella carriera del personale amministrativo, tecnico, ausiliario, di tutto il personale non docente, ovviamente anche dei Dsga, vi sia un profilo di illegittimità”.
I NUMERI DEL CONTENZIOSO
Il Ministero ha specificato che l’elevato contenzioso “si riferisce a un sistema normativo risalente a precedenti Governi che ha determinato situazioni discriminatorie tra personale assunto a tempo indeterminato e personale a tempo determinato” e che dalla fine del 2022 ad oggi sono state “eseguite complessivamente 112.258 sentenze che già dal 2021 avevano disposto l'ampliamento della platea dei beneficiari. Sono stati erogati rimborsi per un totale complessivo di 184.363.741 euro. Molte di queste esecuzioni hanno riguardato situazioni complesse che coinvolgono comunque più annualità e una pluralità di docenti beneficiari”.
I MOTIVI DEI RICORSI
Le motivazioni per cui i dipendenti della scuola si rivolgono al giudice del lavoro risultano svariati. Vanno dalla mancata monetizzazione delle ferie per tutti i precari con supplenza fino al 30 giugno, che si vedono cancellare i giorni, anche di festività soppresse, senza che siano mai stati invitati ad utilizzarli alle supplenze “brevi e saltuarie” che comportano stipendi più bassi perché privi di Rpd (per i docenti) e Cia (per il personale Ata).
Come pure si ricorre al giudice del lavoro per le mancate assegnazione della Carta del docente anche ai supplenti, per la ricostruzione di carriera che non prevede totalmente i periodi di pre-ruolo o quelli svolti negli istituti paritari, per i mancati trasferimenti di sede o delle negate assegnazioni provvisorie anche in presenza di posti liberi destinati a supplenza.
I dipendenti della scuola interessati ad avere chiarimenti sui ricorsi Anief possono collegarsi con la sezione internet del sindacato (cliccare qui) oppure rivolgersi direttamente alla sezione sindacale Anief più vicina (cliccare qui)".
di La Redazione




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