Docenti e ATA, pensione a 60 anni e burnout riconosciuto: "Organizziamoci come in Francia". Anief chiama a raccolta il personale della scuola
- La Redazione
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Anief rilancia un pacchetto di proposte che punta a migliorare le condizioni di lavoro di docenti e ATA e, allo stesso tempo, lancia un appello alla categoria: organizzarsi e mobilitarsi, prendendo esempio dalla Francia, dove centinaia di...

La scuola è in pausa per la pausa estiva, ma sul fronte dei diritti del personale il dibattito resta aperto. Anief rilancia un pacchetto di proposte che punta a migliorare concretamente le condizioni di lavoro di docenti e ATA e, allo stesso tempo, lancia un appello alla categoria: organizzarsi e mobilitarsi, prendendo esempio dalla Francia, dove centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza contro l'innalzamento dell'età pensionabile.
Mobilità già dopo il primo anno di ruolo per motivi familiari, riconoscimento del burnout come patologia professionale, pensionamento anticipato a 60 anni, doppio canale di reclutamento e scatti stipendiali ogni tre anni sono alcune delle misure che il sindacato chiede al Parlamento e al Governo di approvare. “È quindi lunga la lista di disposizioni legislative che il sindacato chiede di approvare per migliorare il sistema scolastico italiano: in cima alle richieste dei lavoratori, di cui Anief si fa portavoce, vi sono le deroghe sulla mobilità per motivi familiari e il riconoscimento del burnout per i dipendenti della scuola, sempre più colpiti da disturbi e patologie derivanti da stress correlato al lavoro. Poi, vi sono il riconoscimento dell’anno 2013 ai fini della carriera, il riscatto agevolato laurea, anche per agevolare il pensionamento anticipato a 60 anni di età anziché a 67, la mobilità intercompartimentale, il doppio canale di reclutamento e gli scatti automatici ogni tre anni, anziché ogni cinque-otto come avviene oggi”. A dichiararlo è Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, chiedendo per tali provvedimenti una o più leggi ad hoc con risorse annesse.
La base di partenza dell'esame è il portfolio professionale. L'insegnante deve compilarlo in formato digitale e consegnarlo al preside, che lo passerà al Comitato almeno cinque giorni prima della data dell'esame. In questo documento il docente riassume il lavoro di un anno: inserisce il curriculum, traccia il bilancio iniziale e finale delle proprie competenze e allega i documenti che provano i progetti portati in classe. Durante l’incontro, al professore viene chiesto di raccontare la sua esperienza, spiegando come ha affrontato le eventuali difficoltà e in che modo ha personalizzato il suo piano di formazione.
Il leader del giovane sindacato rende pubbliche le rivendicazioni alla vigilia della XII Scuola estiva del giovane sindacato autonomo, in programma a Terrasini, vicino Palermo, dal 16 al 21 luglio. “Siamo convinti – dice il leader dell’Anief – che debba essere approvata la possibilità di chiedere già dopo il primo anno di servizio in ruolo l’assegnazione provvisoria per motivi legati alla famiglia, sia per genitori con oltre 65 anni, sia per figli sino a 16 anni. Come pure il riconoscimento del burnout tra la categoria, dopo avere appurato, con un Osservatorio nazionale, che docenti e Ata fanno registrare punte di disturbi e patologie da stress lavorativo sensibilmente superiori alla media”.
“Grida poi ‘vendetta’ – continua Pacifico - il mancato riconoscimento dell’anno 2013 ai fini dell’anzianità di servizio del personale, provvedimento preso tre lustri fa in accordo non certo con il nostro sindacato. Deve essere poi approvato il riscatto agevolato della laurea, preliminare per permettere l’uscita dal lavoro anticipata attorno a 60 anni di età, come pure la possibilità di cambiare comparto pubblico, in linea con quanto accade in altri Ministeri.
Nel rilanciare questa proposta, Pacifico richiama anche quanto accaduto in Francia, dove centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza per protestare contro l'innalzamento dell'età pensionabile. Per il presidente nazionale Anief, anche il personale della scuola dovrebbe organizzarsi per ottenere un sistema previdenziale che tenga conto dello stress e dell'usura psicofisica legati alla professione.
Reputiamo inoltre altrettanto importante prevedere le assunzioni in ruolo direttamente dalle Gps anche su materia comune, così come avviene oggi con il sostegno, prevedendo quindi il reintegro del doppio canale di reclutamento trasformando nel contempo tutti i posti oggi collocati in organico di fatto nella sezione dell’organico di diritto. Va infine ridotto a tre anni il passaggio da uno scatto stipendiale e l’altro, senza limiti fino alla pensione”, conclude il presidente nazionale del sindacato autonomo Anief."
di La Redazione
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