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Docenti e ATA, NASpI 2026 per supplenze al 30 giugno: domanda dal 1° luglio, requisiti, importi, decorrenza e scadenze

Dal termine dei contratti al 30 giugno 2026 scatta la possibilità di richiedere la NASpI: ecco tempi, requisiti, decorrenza dell’indennità e procedure da seguire per...

"Con la fine dell'anno scolastico e delle attività didattiche, si conclude anche il percorso lavorativo di migliaia di docenti e assistenti amministrativi, tecnici e ausiliari (ATA) assunti con contratto a tempo determinato

Per il personale con supplenza fino al 30 giugno 2026, scatta ora il momento di tutelare il proprio reddito per i mesi estivi attraverso la richiesta della NASpI (Nuova Assicurazione Sociale per l'Impiego).


Anche se il termine ultimo per inviare la richiesta è di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro, muoversi in anticipo è fondamentale per evitare "buchi" economici.

La data chiave da tenere a mente è il 1° luglio 2026. I tempi di decorrenza variano a seconda di quando viene inviata la pratica:

  • Invio entro l'8 luglio: L'indennità scatta dall'ottavo giorno successivo alla fine del contratto (ovvero dal 9 luglio). È la scelta ottimale per garantire la continuità del reddito.

  • Invio dopo l'8 luglio: La NASpI decorrerà solamente dal giorno successivo a quello di presentazione della domanda, perdendo i giorni precedenti.

Per l'anno 2026, l'accesso alla misura prevede il rispetto di due requisiti fondamentali: essere in Disoccupazione involontaria ed aver maturato almeno 13 settimane di contribuzione . Non sono invece più richiesti i vecchi 30 giorni di lavoro effettivo nei 12 mesi precedenti.

Durata:

La NASpI è corrisposta mensilmente per un numero di settimane pari alla metà delle settimane contributive presenti negli ultimi 4 anni.

Di conseguenza, il sussidio può essere pagato per un massimo di 24 mesi (2 anni).

I periodi contributivi che hanno già dato luogo a precedenti prestazioni di disoccupazione sono esclusi dal calcolo.

Quanto spetta?

L'importo della NASpI viene calcolato sulla retribuzione media percepita negli ultimi quattro anni e varia da lavoratore a lavoratore. Ad esempio, un supplente che ha lavorato per circa 10 mesi potrà percepire l'indennità per circa 5 mesi, salvo particolari situazioni contributive. L'importo dipende dalla retribuzione percepita e non è uguale per tutti. In ogni caso, per il 2026 l'indennità non può superare 1.584,70 euro lordi al mese, che rappresenta il limite massimo previsto dall'INPS.

Chi ha avuto contratti saltuari e frammentati durante l'anno può comunque sommare tutte le settimane lavorate per raggiungere la soglia delle 13 settimane, purché non siano già state "utilizzate" per precedenti domande NASpI.

I canali per fare domanda

Si può procedere in due modi:

  1. Online in autonomia: accedendo al portale dell'INPS tramite le credenziali SPID, CIE o CNS. All'interno del portale, si accede al servizio "NASpI: indennità di disoccupazione" e si segue la procedura guidata. La DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) viene solitamente integrata direttamente nella domanda online.



L'importo viene calcolato sulla media delle retribuzioni imponibili degli ultimi quattro anni ed è soggetto a un meccanismo di diminuzione proporzionale: a partire dal sesto mese di erogazione (o dall'ottavo mese per chi ha compiuto 55 anni), l'importo si riduce del 3% ogni mese.

Un dettaglio tecnico da non dimenticare: la presentazione della domanda di disoccupazione all'INPS equivale a tutti gli effetti al rilascio della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità) al lavoro.


Subito dopo l'invio, il lavoratore dovrà attivarsi (spesso tramite i portali regionali dedicati al lavoro o l'apposito sistema nazionale) per confermare la propria disponibilità e programmare l'appuntamento presso il Centro per l'Impiego (CPI) per la firma del Patto di Servizio Personalizzato. La mancata presentazione senza giustificato motivo può comportare sanzioni o, nei casi più gravi, la decadenza della stessa NASpI".

di La Redazione




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