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Docenti e ATA in pensione a 60 anni, Pacifico: "La scuola è un lavoro usurante"

Il presidente nazionale Anief chiede regole pensionistiche analoghe a quelle previste per il personale militare, il riscatto agevolato della laurea e un'indagine sul burnout del personale scolastico.

Docenti e personale ATA continuano a vedere allontanarsi l'età della pensione, mentre altri comparti della pubblica amministrazione possono ancora beneficiare di requisiti più favorevoli. È da questa considerazione che parte la richiesta del presidente nazionale Anief, Marcello Pacifico.


«Perché i dipendenti militari possono continuare ad andare in pensione senza penalizzazioni a 60 anni, mentre chi lavora nella scuola continua a vedersi procrastinare la soglia di uscita dal lavoro con la possibilità concreta che già nel 2029 arrivi a 67 anni e 5 mesi?», domanda Pacifico.

Il quadro evidenzia una disparità sempre più marcata tra i diversi comparti della pubblica amministrazione. Mentre il personale della scuola – docenti e ATA – è chiamato a prolungare progressivamente la permanenza in servizio, nonostante il crescente fenomeno del burnout e l'aumento del disagio psico-fisico legato alle condizioni di lavoro, altri settori continuano a beneficiare di regole pensionistiche più favorevoli. È il caso delle Forze armate e di polizia, i cui appartenenti potranno continuare a lasciare il servizio, in media, intorno ai 60 anni.


Per il personale scolastico, invece, l'orizzonte resta quello di un ulteriore innalzamento dell'età pensionabile – almeno di tre mesi entro il 2028 – accompagnato dalla progressiva riduzione degli strumenti di pensionamento anticipato, come Opzione Donna e Quota 103. Restano accessibili soltanto misure molto circoscritte, come l'Ape Sociale, riservata ad alcune specifiche categorie del settore scolastico, tra cui educatrici dell'infanzia e maestri della scuola primaria.

«A questo punto – sottolinea il presidente nazionale Anief – per noi diventa ancora più importante permettere il riscatto della laurea agevolato».


Alla luce di questo scenario, Anief ribadisce la necessità di rendere finalmente accessibile il riscatto agevolato della laurea per il personale della scuola, ritenendolo uno strumento indispensabile per compensare l'innalzamento dell'età pensionabile e riconoscere il valore del percorso universitario richiesto per l'accesso alla professione docente.

Tra le proposte avanzate, il sindacato chiede anche l'avvio di un'indagine specifica sul fenomeno del burnout del personale scolastico, già portata all'attenzione dell'Osservatorio nazionale sulla sicurezza presso il Ministero dell'Istruzione attraverso il rappresentante Anief, Gian Mauro Nonnis.


«Riconoscere il lavoro usurante del personale scolastico e così potere andare in pensione a 60 anni senza penalizzazioni, come accade per i militari, attraverso ulteriori incentivi per chi vuole restare, magari con ruoli di tutoraggio alle nuove leve».

L'obiettivo indicato da Anief è ottenere il riconoscimento dell'attività svolta da docenti e personale ATA come lavoro usurante, consentendo così l'accesso alla pensione a partire dai 60 anni senza penalizzazioni, analogamente a quanto avviene per il personale militare. Parallelamente, il sindacato propone di introdurre forme di incentivazione per chi sceglie di proseguire l'attività lavorativa, valorizzandone l'esperienza attraverso funzioni di tutoraggio e affiancamento delle nuove generazioni di personale scolastico.

di La Redazione



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