Docenti: Assegnazione provvisoria 2026, quanti punti si perdono? Il nodo continuità che preoccupa molti
- La Redazione

- 2 ore fa
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Molti insegnanti valutano la domanda per avvicinarsi alla famiglia, ma c’è un dubbio che pesa: cosa succede al punteggio di continuità nella scuola di titolarità...

In attesa della finestra ufficiale per le domande, che secondo le previsioni potrebbe aprirsi tra fine giugno e inizio luglio, molti docenti stanno già valutando convenienza e conseguenze della richiesta.
Tra i dubbi più frequenti in vista delle assegnazioni provvisorie 2026 c’è quello relativo al punteggio di continuità.
Molti docenti, infatti, si chiedono se ottenere l’assegnazione per avvicinarsi alla famiglia possa comportare conseguenze future nella mobilità, temendo soprattutto la perdita del punteggio di continuità: nei primi anni, infatti, ogni anno di permanenza continuativa nella stessa scuola può valere 4 punti, elemento spesso decisivo nelle future domande di mobilità. Facciamo un esempio pratico. Un docente che ha maturato due anni consecutivi nella stessa scuola accumula 8 punti di continuità (4 per ogni anno). Con l’assegnazione provvisoria interrompe la continuità utile ai fini del punteggio futuro.
Il tema è particolarmente sentito da chi, dopo anni lontano da casa, valuta di presentare domanda per lavorare temporaneamente in un’altra provincia o in un comune più vicino ai propri affetti.
Secondo quanto emerso nel confronto tra esperti di normativa scolastica, l’assegnazione provvisoria non fa decadere il vincolo triennale, ma può incidere sul punteggio della continuità di servizio maturato nella scuola di titolarità.
In pratica, il docente che ottiene l’assegnazione provvisoria presta servizio per un anno in altra sede, interrompendo la continuità utile ai fini del punteggio nella scuola di appartenenza.
Si tratta di un aspetto importante da valutare con attenzione, soprattutto per chi punta nei prossimi anni a trasferimenti o passaggi di ruolo dove ogni punto può fare la differenza.
Molti insegnanti si trovano così davanti a una scelta non semplice: privilegiare per un anno il ricongiungimento familiare oppure conservare integralmente il punteggio costruito nel tempo da poter spendere nella prossima domanda di mobilità? La risposta è molto soggettiva, entrano in gioco diverse variabili, ecco perché effettivamente sono sempre tante sia le domande di mobilità che di assegnazione provvisoria.
Resta però fermo un chiarimento ritenuto decisivo: l’anno trascorso in assegnazione provvisoria vale comunque nel conteggio del triennio previsto dal vincolo, quindi non si riparte da zero.
Per questo motivo, chi è sottoposto a vincolo deve distinguere bene due piani diversi: da una parte il superamento del blocco temporale, dall’altra il punteggio di continuità utile nelle future domande di mobilità.
In vista dell’apertura delle istanze, molti docenti attendono ora il testo definitivo del contratto integrativo sulle utilizzazioni e assegnazioni provvisorie 2026/2027, così da avere conferme ufficiali su regole e tempistiche.
La scelta finale, come spesso accade, sarà personale: c’è chi preferirà non rinunciare a punti preziosi e chi invece considererà prioritario tornare vicino alla propria famiglia, anche solo per un anno.
di LEANDRO CASTAGNA



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