Crepet:“La felicità è racchiusa nel coraggio di provocarsi,di pretendere qualcosa dal proprio destino senza lasciare che faccia il suo corso senza il nostro contributo; è prodotto di tenacia e fatica"
- La Redazione

- 27 mar
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 29 mar
“C’è chi si accontenta per tutta la vita di emozioni transitorie; non pretende di migliorarsi, non si pone obiettivi. La felicità è da qualche altra parte, sempre. Mai prevedibile, organizzabile, gestibile. Sempre prodotto di fatica e di tenacia”

Riuscire a volgere lo sguardo oltre i propri limiti, impegnandosi per poterli superare e ponendosi sempre nuovi obiettivi da raggiungere, appare impresa assai difficile e complicata in una società come la nostra nella quale sembra più semplice accontentarsi che ambire a migliorarsi.
A tal proposito appaiono significative le parole utilizzate dal sociologo e psichiatra Paolo Crepet che anche in questa occasione coglie l’occasione per esprime il suo pensiero in tal modo:
“Quand’ero ragazzo, c’era sempre qualcuno che m’invitava a «non lasciare la strada vecchia per quella nuova». Crescendo, ho capito che è proprio la nuova l’unica strada da percorrere, la sola a offrire una garanzia per sentirsi a posto con se stessi, per essere orgogliosi di stare al mondo offrendo un contributo, senza adagiarsi su qualche fragile alloro. Quell’antico modo di dire ben s’addice, però, a una certa cultura che predilige stanzialità, sicurezza senza rischio, rendita di posizione, mai ardimento per un progetto innovativo, per un’idea non riciclata. Picasso diceva che l’uomo non inventa niente, che tutto è già stato pensato: è vero, però bisogna ambire a scrivere una riga in più, a reinventare, ad aggiungere il proprio talento a quello degli altri”.
Dunque, occorre avere il coraggio di osare, di percorrere sempre nuove strade ancora non battute, così da essere promotori di progetti innovativi, coltivando idee originali ed autentiche e non agendo mai per mera imitazione.
«Non buttare sempre il cappello sull’attaccapanni, ogni tanto buttalo anche oltre», questo quanto suggerito a Paolo Crepet un giorno da un signore anziano.
“Ero troppo giovane e non capivo cosa intendesse; ora che ho quasi tutti i capelli bianchi, comprendo bene il significato di quella battuta, perché mille volte ho tentato di farlo, altrettante ho pagato per quei tentativi e gli errori conseguenti, più raramente ho provato l’immensa soddisfazione di essere riuscito, con le mie sole forze, a realizzare anche soltanto un pezzetto di sogno”, in tal modo lo psichiatra continua la sua profonda riflessione.
Pertanto per essere felici occorre continuare a coltivare i propri sogni, le proprie ambizioni, aspirando sempre al cambiamento, all’innovazione, superando i propri limiti perché “la felicità è racchiusa nel coraggio di provocarsi, di pretendere qualcosa dal proprio destino senza lasciare che faccia il suo corso senza il nostro contributo”.
In una società come la nostra ad alcuni basta semplicemente acquistare un bel vestito, un paio di scarpe firmate, oppure ancora concedersi un viaggio in un resort di lusso per poter essere felici: in realtà, però, si tratta solo di una felicità momentanea che non lascia traccia.
“C’è chi si accontenta per tutta la vita di emozioni transitorie; non pretende di migliorarsi, non si pone obiettivi. Preferisce barattare un po’ di sicurezza con una modesta gioia estemporanea. La felicità è da qualche altra parte, sempre. Mai prevedibile, organizzabile, gestibile. Sempre prodotto di fatica e di tenacia”, questo quanto dichiarato espressamente da Paolo Crepet per culminare la sua ragguardevole disamina.
Dunque, per essere davvero felici occorre non accontentarsi di emozioni transitorie, di modeste gioie estemporanee, ma anzi è importante porsi degli obiettivi così da migliorare, tendendo al cambiamento, prediligendo creatività ed innovazione perché “la felicità non premia soltanto chi vive del proprio talento, ma pure chi non si accontenta di ciò che ha ricevuto dalla vita”.
E tu, lettore che ci segui, pensi che la felicità sia racchiusa nel coraggio di provocarsi, di non accontentarsi ma anzi di osare, cercando di superare i propri limiti ed ambendo sempre a migliorarsi? Hai lottato per esaudire i tuoi sogni e per essere davvero felice?
Scorri in basso e raccontaci la tua esperienza, anche in forma anonima. Spesso fermarsi a riflettere insieme è già il primo passo verso il cambiamento.
di VALENTINA TROPEA




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Ho 71 anni, ho lavorato,, diciamo lottato per raggiungere cio che desideravo, ho sempre fatto di testa mia , xchè i miei genitori mi hanno insegnato che chi non usa il proprio cervello gli andrebbe cotto. Ora continuo ad avere progetti, voglio vivere fino alla fine dandomi da fare, adoro fare cose la sera sono contenta di me e amo il mondo, i miei simili. Sono felice anche della felicità degli altri, mi piace vedere la gente che si mette in gioco avere successo. Ho problemi di salute ma non li racconto a nessuno, non voglio fare la vittima. Ho solo un po' di tristezza che la fine del gioco si avvicina al termine, ma poi l' idea di…
Purtoppp sono anni che non sono felice.
Avevo scelto un amore grande, dove abbiamo progettato tante cose assieme e le stiamo ancora realizzando; ma quando mi ha chiesto di sposarlo, sua madre si è messa in mezzo, senza entrare nei particolari, la nostra storia si è rotto qualcosa, che tutt’ora non è riuscito a riaggiustarsi.
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Sogni, progetti ma alla fine ti rendi conto che anche con molta tenacia e costanza, la vita a volte ti scombussola i piani….. mi piacerebbe ritrovare tutta la felicità di un tempo! Grazie pe…
La felicità costa fatica e forza di volontà. Ci vuole coraggio e un po' di incoscienza per decidere di uscire dalla propria zona di comfort, ma ne vale sempre la pena e il premio è la libertà di essere felici, anche se solo per poco.
Studio per raggiungere i miei sogni a volte faccio fatica quando ci si scarica
O non si raggiungono i risultati ,ma non mi arrendo.
Sto lottando ora per provare a raggiungere ciò che penso possa rendermi felice. Ho capito che dovevo superare i miei limiti/problemi scoperti da poco, minsono messa in gioco, mi sono scavata dentro e ho deciso di migliorare ora che sono consapevole, e ogni giorno provo a farlo lottando per un qualcosa di difficile da raggiungere, compreso l'uomo che mi ha lasciata ma io so quello che c é ancora tra noi e so che migliorando, provocando, combattendo, osano e trovando ogni giorno il coraggio di qualcosa di diverso e di nuovo, posso provare una felicità ancora non scoperta. Peccato che dovrebbe farlo anche lui. Ma non è facile superare le paure e i propri limiti. Io ci sto provando. Al…