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Crepet: "Esiste un cantiere dentro ognuno di noi e anche quando le cose vanno male, si tratta sempre di un cantiere: i cantieri prevedono demolizioni, restauri e ricostruzioni"

Paolo Crepet ci spiega come individuare la propria strada. Da una deviazione comprese quale sarebbe stato il suo compito: “Sporcarmi le mani con la polvere di un sogno”

"Credo che esista un cantiere dentro ognuno di noi, in continua evoluzione, anche se non ce ne accorgiamo, anche se non abbiamo un progetto definito né, tanto meno, una data prefissata di consegna dei lavori. Anche quando le cose vanno male e tiriamo giù tutto, si tratta sempre di un cantiere: i cantieri prevedono anche delle demolizioni, i restauri e le ricostruzioni".

È bello pensarci come persone in continua crescita, evoluzione e miglioramento. Come persone in grado di cadere e rialzarsi, che riescono a darsi sempre una seconda possibilità, una seconda via d'uscita. Certamente è di questo parere anche il sociologo e psichiatra Paolo Crepet, che dei "cantieri dell'anima e della mente" ha fatto la sua professione. L'esperto in questo suo intervento racconta un aneddoto di vita personale, che al tempo stesso nasconde un profondo insegnamento. Almeno una volta nella vita tutti abbiamo disobbedito non per dispetto ma perché sentivamo che qualcosa ci richiamava da lontano, proprio com'è accaduto a Crepet: "Probabilmente, nel mio caso, si tratta di una mia inconscia disposizione, di un’apertura mentale che andava formandosi.

Da quel lontanissimo mattino, in cui avevo visto negli occhi la disperazione di mia madre per un figlio che temeva disperso, tutto diventava chiaro per me: dovevo cercare sempre nuove costruzioni, persone diverse, progetti, desideri. Il mio compito era sporcarmi le mani con la polvere di un sogno. E così tutto ha contribuito a rendere potenzialmente straordinari ogni incontro, amore, amicizia". 

L'esperto fa riferimento a quando un giorno da bambino, al rientro da scuola, non tornò immediatamente a casa ma rimase fermo ad osservare un cantiere in costruzione. Sua madre, molto preoccupata, lo cercò in ogni angolo fin quando non lo ritrovò sorridente e sereno ad osservare i lavori. Disobbedire non è la regola, lo sappiamo bene. Ma quando un giovane trova il coraggio di spingersi oltre, non per andare incontro al pericolo, ma per lasciarsi guidare dalla passione buona allora vuol dire solo una cosa: che sta cercando la sua strada.

Crepet aveva capito che la sua vita sarebbe stata piena di persone o come meglio potremmo definirla, piena di "cantieri", lo affascinava il fatto che anche una sola di quelle persone racchiudeva infinite personalità: "L’effetto più prodigioso che col tempo mi è capitato di cogliere è quello della seduzione verso la contaminazione con la diversità: una persona mi conduceva a un’altra, che magari si rivelava presenza più effimera, ma poi ne compariva un’altra ancora, questa volta gigantesca, che mi ammaliava". Spesso quando ci capita di osservare la vita di una persona pensiamo subito a quanto sia stata fortunata, senza considerare che la fortuna si costruisce giorno dopo giorno, sacrificio dopo sacrificio.

Infatti Crepet afferma: "In realtà non penso affatto che si sia trattato di un privilegio o di fortuna, poiché alla caccia di quelle meravigliose persone – e non parlo ovviamente soltanto di quelle note, perché il mio mondo fiabesco è pieno anche di disgraziati, mascalzoni, traditori, perché anche da questi si impara sempre qualcosa – ci sono andato con le mie gambe: non ho mai pensato che un treno sarebbe venuto a caricarmi sotto casa, in stazione ci sono andato sempre io, e a volte quel convoglio era sbagliato o già partito. Le vite si costruiscono, non si trovano al supermercato nei reparti delle offerte speciali". Ognuno è l'artefice del proprio destino, quando rimaniamo fermi ad osservare la vita degli altri domandandoci come abbiano raggiunto determinati risultati, stiamo perdendo tempo.

Quando desideriamo fortemente qualcosa, che sentiamo appartenerci, che sappiamo essere autentico, se ciò che ci muove viene dal cuore ed è rivolto al bene, allora dobbiamo andarlo a prendere.  Allora disobbedire è consentito. Infatti conclude Crepet:: "A guardare quel piccolo cantiere ci ero andato io da bambino e mi ci ero fermato, ero solo, non avevo né amici né complici di avventura, e quella sonora sberla di mia madre era proprio per me, il prezzo da pagare per quell’impertinenza, quella deviazione dalla strada maestra che aveva allarmato tutti meno me".


A te, lettore che ci segui, ti è mai capitato di disobbedire a fin di bene per andare incontro a qualcosa che desideravi fortemente?

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di Natalia Sessa

1 commento


Emanuela Giustra
24 minuti fa

Non voglio apparire come l' eroina della perfezione, da piccola ero attaccata alla gonnella della mamma, da adolescente ero dedita alla mia formazione e da adulta mi scatta un senso di colpa, tiro le somme è dico che ognuno di noi veniamo creati già con una strada da seguire. I risultati di questo percorso non sono stati dei migliori....forse disubbidire ogni tanto può servire!!!

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