Concorsi docenti, cambiano le tabelle ma non i punteggi già assegnati: nessun nuovo bando annunciato. Cosa significa
La bozza del MIM riguarda soltanto le future procedure: nessun ricalcolo per vincitori e idonei e, al momento, nessuna data per un nuovo concorso....

Il Ministero dell’Istruzione e del Merito sta lavorando alla revisione delle tabelle utilizzate per valutare i titoli nei concorsi docenti. La notizia ha alimentato due interrogativi: cambieranno anche i punteggi già assegnati? L’aggiornamento annuncia l’arrivo imminente di un nuovo concorso?
La risposta, in entrambi i casi, è negativa. La bozza illustrata ai sindacati il 16 settembre riguarda esclusivamente le procedure che saranno bandite dopo l’approvazione delle nuove regole. Durante l’incontro non sono stati presentati un calendario, un numero di posti o un nuovo bando.
Le nuove tabelle non avranno effetto retroattivo. Non saranno quindi modificati i punteggi attribuiti nei concorsi già conclusi né verranno riscritte le relative graduatorie.
I vincitori e gli idonei manterranno la posizione acquisita secondo le regole previste dalla procedura alla quale hanno partecipato. La revisione non riapre neppure le valutazioni effettuate dagli Uffici scolastici regionali, comprese quelle che hanno prodotto interpretazioni differenti tra una regione e l’altra.
Le regole attualmente utilizzate sono contenute nei decreti ministeriali 205 e 206 del 2023. Da allora il sistema di reclutamento è cambiato: sono stati introdotti i nuovi percorsi abilitanti, i percorsi di specializzazione sul sostegno gestiti da INDIRE e gli accorpamenti di diverse classi di concorso.
Le tabelle conservano inoltre riferimenti ormai superati, come quello ai 24 CFU/CFA quale requisito per l’accesso ai concorsi. La revisione serve quindi ad adeguare la valutazione dei titoli alla normativa entrata in vigore negli ultimi anni.
Tra le modifiche proposte figurano il riconoscimento dei percorsi INDIRE sul sostegno, nuove regole per le abilitazioni selettive e non selettive, precisazioni sui titoli CLIL, sulle certificazioni linguistiche, sui dottorati conseguiti all’estero e sul servizio prestato nelle classi di concorso successivamente accorpate.
L’aggiornamento delle tabelle non dimostra, però, che un nuovo bando sia imminente. Per parlare di una nuova procedura occorrerà attendere un provvedimento specifico con l’indicazione dei posti disponibili, delle regioni, delle classi di concorso interessate e delle scadenze per presentare la domanda. Nessuno di questi elementi è stato definito durante l’incontro del 16 settembre.
Anche le nuove tabelle, al momento, costituiscono soltanto una bozza. Prima di conoscere i punteggi definitivi bisognerà attendere la conclusione del confronto e la pubblicazione del decreto.
Secondo te, nei futuri concorsi dovrebbe essere attribuito maggiore peso al servizio prestato oppure ai titoli accademici e professionali? Scorri in basso e lascia un commento.
di La Redazione
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